La vaccata

Oggi al risveglio sembra una giornata come le altre, il sole splende e il cane rognoso da riporto viene mandato in missione a procacciare la colazione.

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La mattinata scorre quindi serena allietata anche dall’incontro di bestie non ancora incontrate durante questo viaggio che naturalmente provocano uno squilibrio mentale a Davide e Yobby.

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A metà mattinata si arriva al museo della Opinel, nel negozio del quale si cominciano a svelare desideri a dir poco pericolosi.

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Yobby, spaventata dalle idee sanguinarie del resto della famiglia, decide di comprare un coltellino di dimensioni direttamente proporzionali agli scarsi neuroni di Tomma.

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Davide, non proprio soddisfatto dell’acquisto, individua il coltellino da prendere come souvenir… e come strumento per futuri genocidi di massa.

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Prima di far ritorno a casa per mezzogiorno, si discute su quale alimento anticristo possa dare più soddisfazione per un pranzo italiano all’estero…

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… mentre Davide ha le idee chiare e punta dritto nel proprio luogo di perdizione alimentare.

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Si torna così a La Chal per nutrirsi troppo e troppo male.

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Il pomeriggio finalmente regala la tanto famigerata vaccata della vacanza (quantomeno per ora!).

Verso sera c’è infatti la possibilità di assistere alla mungitura delle vacche in un alpeggio a quasi 2000 metri. Il programma prevede di salire in seggiovia e scendere a piedi a impianti chiusi. Ovviamente, la vaccata non c’entra nulla con le sopracitate vacche.

Alla partenza della funivia la povera bigliettaia prova a mettere in guardia da un probabile temporale che è stato previsto per il pomeriggio ma non ancora arrivato.

Tomma ride. Tomma se ne frega. Tomma trascina tutti verso la vaccata. Tomma è un poverodemente.

Si parte sereni verso l’alpeggio in funivia.

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L’ottimismo regna ancora sovrano anche una volta arrivati in cima alla seggiovia, contornandosi di frivolezza e amore.

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Addirittura il sole arriva a rendere ancora più idilliaco il momento…

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… ma solo finché non arrivano i primi chicchi di grandine!

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Piano piano le 2 gocce miste ghiaccio diventano un temporale che si scoprirà non essere neppure di passaggio.

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La tragedia prende definitivamente le fattezze della coppa Cobram di Fantozzi quando cala una coltre di nebbia con visibilità mezzo metro.

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Molte delle persone giunte per la mungitura sono risucchiate dal blob con temperatura nell’epicentro di circa -50°C e non faranno più ritorno dai propri affetti, ma alcuni intrepidi coglionazzi restano in alpeggio. La cocciutaggine incredibilmente paga: puntuali alle 17.15 arrivano i pastori per la mungitura.

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Ormai al limite della sopportazione umana, bagnati come essere caduti in una piscina, siassiste a tutta la dimostrazione fino ad arrivare al momento clou prima di poter tentare il rientro alla base: l’assaggio di latte appena munto. Tomma si avventa rapace sul prezioso alimento, noncurante delle probabili coliche intestinali causate da un bidone di latte non trattato ingurgitato al gelo prima di una discesa di 400 metri di dislivello.

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Si comincia così a rotolare a valle (letteralmente, il percorso presenta pendenze ai limiti delle capacità umane), bagnati fradici e infreddoliti.

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Ad allietare la discesa ci sono fortunatamente gli ormai imperdibili micro anfibi.

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Come un miraggio, il paese comincia a farsi sempre più vicino…

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… fino ad arrivare davvero allo chalet dove ci si può riprendere con un bagno in un acqua dalla temperatura del magma appena eruttato e non ancora solidificato.

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Sopravvissuti alla vaccata, a questo punto ci si consola con la solita dose serale di obesità.

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Prima di dedicarsi alla serata cinema, le nuvole si diradano, facendo capire che effettivamente il gelo che si sentiva in alta quota effettivamente era giustificato!

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Da: Saint-Jean d’Arves
A: Saint-Jean d’Arves
Km parziali: 45
Km totali: 485
Posti: Museo Opinel (Saint-Jean-de-Maurienne)
Mungitura in alpeggio (La Chal)
Notte: Chalet Arvina
Temperatura: Min 8 Max 25
Meteo: Variabile
Note:

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