Tomma, l’uomo slittino

Una bella sessione di gioco prima di fare colazione è fondamentale per solleticare l’appetito e soprattutto per far sapere a tutto il vicinato che si è svegli di buon ora.

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Le previsione della giornata sembrerebbero essere un po’ più clementi dei giorni scorsi, così Tomma, sempre regolare nella sua demenza, forza tuttala famiglia a passare per il famigerato punto panoramico sul fiordo. Oggi meglio di ieri che a sua volta è stato meglio dell’altro ieri…

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… continuando così forse tra 3 mesi riuscirà a fare una foto decente.

Il primo impegno di oggi è la camminata lungo il lago di Sørvágsvatn per arrivare fino alle alte scogliere di Trælanípan. Il percorso è piacevole ma attraversato da circa un centinaio di piccoli ruscelli che scendono verso il lago: Daddy, da vero genio del male, ottimizza la cosa saltandoci dentro ogni volta.

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Yobby, particolarmente preoccupata che il piccolo si possa prendere una bronchite bagnandosi così tanto, da il suo contributo, indicando con sapienza quale sia il punto di acqua più profonda, in modo che il figlio possa annegare meglio.

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Le scogliere si avvicinano sempre di più ed una merdavigliosa nebbia nel punto sbagliato comincia a turbare il cristianesimo di Tomma.

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L’arrivo all’inizio delle scogliere regala però un sole miracoloso: Tomma è in lacrime tra commozione un po’ per il bel tempo ed un po’ per l’orribile paura del vuoto in un posto dove basta un passo per precipitare da qualche centinaio di metri d’altezza.

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Mentre Gaia, Yobby e Daddy si fermano per completare un’attività socio-culturale di un certo prestigio (farsi selfie con facce da rinco)…

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… Tomma l’impavido decide di completare l’ascesa al punto più in alto delle scogliere, tanto per essere sicuro di cacarsi addosso ancora meglio. Giunto nel luogo migliore per una foto, ha inizio una scena pietosissima. Tomma, sempre più terrorizzato dal vuoto, entra in modalità bradipo per pietrificare ancora di più i propri movimenti nel momento di raggiungere il bordo del precipizio. Ogni gesto ha una lentezza esasperante e per fare pochi centimetri ci vuole un tempo immemorabile: passano le stagioni, gli anni e Tomma è ancora lì a tentare di arrivare in posizione per fare la foto.

Giunti nel 26° secolo, finalmente la posizione è conquistata.

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Sudato marcio per l’agitazione e con le gambe ancora tremolanti, finalmente può allontanarsi dal baratro.

Questo però non lo aiuta nell’operazione di scendere per un pendio particolarmente inclinato e che oltretutto è coperto con una fantastica erbetta bagnata fradicia. La gamba ancora incerta per la paura di poco prima comincia a scivolare e Tomma cerca di evitare la tragedia accelerando il passo in discesa cercando di recuperare l’equilibrio.

Gravissimo errore.

Tomma acquista velocità fino a raggiungere il punto di non ritorno: entrambi i piedi perdono il contatto con il terreno ed il povero mentecatto piomba a terra scivolando con un’accelerazione inaudita. Ancora meglio e più veloce della medaglia d’oro alle olimpiadi Armin Zoeggeler, Tomma lo slittino umano sfreccia come un siluro per il pendio passando tra l’altro accando ad una famigliola spagnola che per l’occasione si fa il segno della croce.

Con abile mossa ed enorme culo, Tomma passa da modalità slittino a posizione eretta senza neppure fermarsi e cercando di palesare assoluta normalità dell’accaduto… come se non fosse successo nulla. Con schiena e zaino fotografico coperti di fango, non resta altro che controllare che tutta la materia marrone che si ritrova addosso sia effettivamente terra o amabili deiezioni di pecora, che sono praticamente ovunque.

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Completata l’operazione di umiliarsi davanti ai familiari raccontando l’accaduto, si può fare ritorno.

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Tornati alla macchina ci si può abbandonare ad un meritatissimo pranzo: Daddy decide di alimentarsi con prodotti della terra locali…

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… mentre Tomma decide di darsi il colpo di grazia ingurgitando patatine e liquidi di colori improbabilissimi.

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Finito il pranzo, Daddy pensa già a scegliere la cena.

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Il primo pomeriggio dopo pranzo viene dedicato all’esplorazione dell’isola di Vagar, tra cui il bellissimo micro paesino di Bøur, dove Yobby può sfogare indecorosamente la sua innata passione per le pecore.

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Si raggiunge la fine della strada tornando come il primo giorno alle Far Oer al paesino di Gasadalur con la sua cascata, questa volta immortalata con un tempo che ha del miracoloso visto l’andazzo piovoso dei giorni precedenti.

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Finito di scorrazzare per Vagar, si fa ritorno a casa attraverso il tunnel sottomarino a Torshavn sull’isola di Stremøy. La pausa bidone di caffè è d’obbligo.

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Il resto del pomeriggio viene dedicato ad un giro per il centro di Torshavn, la capitale delle Far Oer.

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Anche qui non mancano le occasioni per farsi notare e rischiare una denuncia a piede libero.

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Finita la passeggiata, dopo la spesa si fa ritorno a casa. Mentre tutti sono intenti a scaricare la macchina ed entrare in casa, una volta dentro all’appello della sera ci si accorge che manca un componente del gruppo: Tomma pare scappato con la macchina, facendo perdere le tracce di se.

Dopo qualche ora, dopo che erano già state allertate le forze dell’ordine, nonché ospedali e cimiteri locali, l’irresponsabile pelato fa ritorno all’ovile, annunciando innocentemente che era semplicemente andato allo stadio per vedere la partita di cartello del massimo campionato Faroense B52 – KI, terminato 2-1.

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Con notevole ritardo si può finalmente cenare…

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… arricchendo le proprie carie e soprattutto le tasche del proprio dentista con le Frizzy Pazzy del luogo, naturalmente al gusto pecora.

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Da: Torshavn
A: Torshavn
Km parziali: 137
Km totali: 697 (FO) + 1004 (DK)
Posti: Sørvágsvatn
Bøur
Gasadalur
Tórshavn
Notte: Appartamento 12 Turiðargøta, Tórshavn
Temperatura: min 09 max 15
Meteo: Nubi sparse
Note: Calcio: B36 vs. KI (2-1)

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