Affondiamo, mio capitano!

La sveglia di oggi viene affrontata con il solito brio, soprattutto perché si corre subito a tavola ad ammazzarsi di calorie in eccesso che basteranno da sole a sostenere una squadra di calcio almeno fino a Natale.

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Le previsioni della giornata sono all’insegna di acqua, tanta acqua tutto il giorno e mai previsione sarà così azzeccata… in tutti i sensi!

Si esce di casa pronti a lottare contro le bulaccate di acqua previste e soprattutto contro l’avversione di Yobby per il getto della spazzatura. Un vero incubo con il rischio di doversi portare il sacco di rifiuti con se in auto per tutta la giornata.

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Si risolve il problema perentoriamente scagliando il famigerato sacco nel giardino di un asilo pieno di bambini che giocano e si parte per il giro in macchina.

Tomma, ostinato e maledettamente ottuso, tenta nuovamente di passare per la strada di montagna dove si trova un punto panoramico sul fiordo. Il risultato è migliore del giorno precedente, ma pur sempre penoso.

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Senza intoppi e sotto la pioggia si arriva alla prima tappa di giornata, ossia il minuscolo paese Funningur dove il tempo continua ad essere merdosissimamente uggioso.

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Anche sotto la pioggia, si cerca di migliorare la pietosa preparazione fisica.

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Bagnati a sufficienza, si abbandona Funnigur proprio mentre qualche raggio di sole regala subdole speranze che saranno sicuramente disilluse.

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Tempo giusto di schivare le solite pecore suicida sulla strada…

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… e si arriva a Gjògv, parcheggiando esattamente davanti al monumento ai marinai affondati in mare.

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Questo era una chiara premonizione che avrebbe dovuto mettere in allerta il gruppo, che nonostante questo si mette allegramente in moto per godere della bellezza naturale del posto, dato soprattutto la tregua momentanea della pioggia.

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I Faroensi, ma in generale tutta la gente del Nord, hanno una sorta di senso civico e fiducia verso il prossimo di fronte ai quali un italiano becero non può che farsi venire le convulsioni dal ridere. Il messaggio su di una cassetta posta all’inizio di un sentiero comunica che gli eventuali escursionisti si devono autotassare di 50 corone (quasi 10€!) inserendole in suddetta cassetta. Se per caso non si avesse disponibilità immediata di liquidi… niente paura! Sulla cassetta c’è anche il numero di conto bancario per poter effettuare il bonifico.

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Così mentre Tomma se ne batte il belino alla grande e fotografa puffin come se non ci fosse un domani…

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… Daddy decide di sprofondare miseramente ma con sommo divertimento dentro una pozza di fango alta più di mezzo metro.

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Compiuto l’immane sforzo di aver percorso qualche decina di metri, si ha l’ignobile scusa per farsi il tipico cappuccino di mezzogiorno ed un bel gelato visto che, nonostante gli 11 gradi di temperatura, comunque è pue sempre ferragosto.

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Intanto si avvicina sempre il momento della tragedia…

Daddy insiste per andare ai giochi per bambini del paese che hanno un’attrazione davvero singolare: la possibilità di girare in barchette di fortuna nello stagno. Gaia si immola per la causa e…

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… nonostante tutte le premonizione e segnali di avvertimento, riesce a gestire la situazione in modo egregio.

La voce innocente di Daddy si fa foriera del nefando clou odierno: “Papà papà… vieni in barca con me?”

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Tomma come un novello Schettino ma con meno neuroni in attività prepara la manovra per  prendere il largo ma la barca, invece di cullare docilmente Tomma e Daddy verso un innocuo divertimento, cola tragicamente a picco affondando nel laghetto. Bagnati così dalle cosce fino ai piedi, i 2 saranno costretti ad affrontare fradici tutta la giornata di ferragosto… che se al caldo italiano può far piacere, ai 10 gradi delle Far Oer potrebbero voler dire broncopolmonite assicurata.

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L’infinita mestizia trasforma Tomma in una brutta copia di Forrest Gump.

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Si cerca di limitare i danni correndo subito dentro alla macchina e trasformarla in un forno crematorio con l’aria condizionata su livello altoforno. Daddy è così fortunato da avere un cambio e di mettersi all’asciutto, ma Tomma invece appare totalmente fottuto. Bagnato e cazziato, meglio mangiare il solito panino di mezzogiorno.

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Dopo mangiato si riprende la strada per Eiði, cercando nel mentre idee geniali per superare la giornata.

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L’intenso brainstroming per cercare soluzioni alternative al dover tornare a casa porta ad ipotizzare idee naturalistiche, come guidare e camminare a piedi scalzi (scartata a priori da Tomma, certo di calpestare cacca di pecora presente ovunque alle Far Oer)… o altre più estreme come l’amputazione degli arti inumiditi.

Un primo tentativo di Tomma di risolvere la situazione è quello di rubare le scarpe agli altri componenti della squadra vacanze: prima quelle di Yobby, entrambe asciutte, ma che però risultano di 2 numeri in meno e causano necrosi alle dita dei piedi ed in seguito l’unica scarpa asciutta di Gaia.

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Si brancola in soluzioni impraticabili fino a quando Yobby si trasforma in McGyver e risolve genialmente la situazione: in un paesino sperduto si acquistano delle orribili calze nuove che vengono indossate sotto un sacchetto della spesa… e voilà! I piedi si cuoceranno come zamponi, ma almeno restano all’asciutto nonostante nelle scarpe nuotino ancora metà della popolazione ittica locale.

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Il tour delle isole centrali può così riprendere con nuovo vigore, se non fosse per la pioggia battente che costringe i quattro a rimanere in macchina nel parcheggio di Tjørnuvík per aspettare tempi migliori. Si inganna l’attesa con il solito surplus di intelligenza estrema.

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Dopo mezzora di attesa, i vituperi di Tomma vengono ascoltati e ci si può finalmente dedicare ad una passeggiata sulla bellissima spiaggia…

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… mentre Tomma scala un tratto di montagna alle spalle del paese per trovare il punto migliore per un panorama e soprattutto per terminarsi una volta per tutte per l’immane sforzo.

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Finita l’esplorazione di Tjørnuvík, in programma ci sarebbe ancora Saksun ma purtroppo la pioggia ormai torrenziale consiglia di abbandonare per oggi e ritornare alla base per completare in modo costruttivo la giornata…

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… e per cenare ad un orario decente.

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Per l’occasione si possono sfoggiare gli acquisti quelli belli di giornata…

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… dalla birra tristissima quasi analcolica unica trovata nei supermercati di tutta l’isola (si scoprirà che gli alcolici sono venduti in negozi specializzati), ma con un’etichetta che non può non far emozionare Yobby…

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… alla spremuta di puffo fosforescente, ideale conclusione di una giornata memorabilmente umiliante per Tomma ed i suoi piedi ancora umidi.

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Da: Torshavn (FO)
A: Torshavn (FO)
Km parziali: 170
Km totali: 560 (FO) + 1004 (DK)
Posti: Funningur
Gjógv
Eiði
Tjørnuvík
Notte: Appartamento 12 Turiðargøta, Tórshavn
Temperatura: min 9 max 12
Meteo: Pioggia
Note:

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