Una giornata in discesa

La colazione di questa mattina ha diverse sfumature: c’è chi si abbuffa in casa e chi decide di togliersi sfizi già di buon ora con una bella pasta con mezzo kg di cioccolato dentro, alla facciazza di tutti gli altri.

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Terminate le formalità di scorretta alimentazione, ci si può spostare verso la funivia Ronchi…

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… e salire così fino a Le Cune, a 2200 metri di altezza.

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Da qui l’itinerario di oggi condurrà la compagnia degli allegri panzoni sovrappeso a rotolare fino a valle 900 metri più in basso, per la gioia controllata delle ginocchia malandate di tutto il gruppo. Ignari della fatica imminente, Daddy, Sara e Simone praticano un po’ di riscaldamento al parco giochi del rifugio.

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Strappati con la forza bruta da scivoli e altalene, finalmente i Tomassini ed i Panetta possono partire, con destinazione a metà discesa per incontrarsi con Ornella, Stefano e Andrea, possibilmente con un rendez-vous alcolico.

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Il primo tratto di itinerario è chiaramente indicato passo passo dal nuovo navigatore del gruppo, su cui però la fiducia è un po’ ridotta.

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Una arco di legno con cartello indica l’inizio del “sentiero degli animali” dove si possono studiare ed avvistare molte bestie autoctone. Il primo avvistamento sono state due belle ruspe in azione…

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Oltre a mezzi meccanici pesanti, per fortuna si palesano anche animali veri, probabilmente pagati per dare il contentino a quei minchioni di turistiche vengono a fare questo percorso in montagna.

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Da veri amanti della natura, Daddy e Sara corrono verso l’ignara bestiolina per cercare di torturarla in mille modi possibili. Non essendo riusciti nell’intento di acchiapparla, i due murano viva la marmotta nella propria tana.

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Al secondo tentativo però, la marmotta è conquistata!

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La vitalità pare non essere il punto forte della fauna avvistata, così si può intervenire direttamente per renderla un po’ più interessante.

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Evidenti bersagli concentrici aiutano gli avvistamenti.

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Terminati i plasticoni soprammobili, per cercare di arrivare più tardi possibile all’appuntamento, si inizia con un campionato con girone all’italiana di soffio al soffione.

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Colti da fame assassina, si decide di correre in discesa come facevano i giapponesi malati di mente di “mai dire banzai”, con lo stesso risultato di lesionarsi ossa ed articolazioni di tutti gli arti del corpo. Incredibilmente si raggiunge comunque il rifugio Valbona dove ci si può ammazzare di cibo.

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Il colpo di grazia alla circolazione sanguigna di Tomma è un succulento panino formaggio e miele: difficile in effetti che il suo sangue possa ancora muoversi nelle vene.

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Manco a dirlo, anche qui è presente un enorme campo giochi per bambini… giusto per aggiungere ulteriore ritardo per l’appuntamento.

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Tra i giochi presenti, ci sono anche divertentissimi rulli tritacarne…

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Si riprende a camminare per arrivare finalmente al rifugio Larezila attraverso il “sentiero natura”…

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… un comodo itinerario facile e pianeggiante, solo con qualche maledettissima radice di troppo che rende più colorito il passaggio nel bosco.

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Infine, si giunge al rifugio luogo dell’appuntamento: essendo arrivati alle 11 del mattino, contro le 14 del resto della compagnia, si intravvedono i corpi ormai mummificati dei poveri Andrea, Ornella e Stefano.

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Daddy, in orario solitamente dedicato al suo riposino giornaliero, appare vagamente provato dal famigerato sentiero natura.

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Un bidone di caffeina per aumentare le probabilità di infarto unito alla fatica fisica a questo punto può accompagnare solo.

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Nella pausa caffè, Tomma si diletta in modo spropositato a pulire dalle infinite schifezze inglobate nello slime di Daddy inopinatamente caduto per terra diventando una delle schifezze più vomitevoli dell’universo.

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Tomma perderà 8 diottrie senza per altro raggiungere nessun risultato utile… ed a questo punto si può terminare tutti insieme la discesa a valle…

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… ignari del fatto che la strada (sterrata con una pendenza da ferrata da cresta himalaiana) sia più trafficata dell’autostrada del Brennero in un week end di agosto.

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Daddy e Simone finalmente crollano, così si può affrontare l’ultimo tratto di discesa con andatura sostenuta e sufficiente per perdere il carico del passeggino più volte sulle pietre appuntite.

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Giunti alle auto, ci si separa: c’è chi va a casa e chi va a Moena a comprare regalini per i grandi amici “Sara e Torone”.

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Yobby, sempre attenta alla linea, corre senza ritegno a comprare il dolce più calorico di tutto l’emisfero nord.

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Arrivata la sera, ci si riunisce a casa per ingozzarsi con un piatto tipico locale di Spatzli… tanto impronunciabile quanto buono.

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Prima di andare a dormire dopo tutte le fatiche di giornata, c’è ancora tempo per Tomma per un bel calimero e completare così la demolizione del proprio fegato…

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… e per Yobby di abusare del famoso dolce ipercalorico con un peso più vicino al plutonio che ad un prodotto da forno.

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Sarà una notte di lunga ed improbabile digestione…

Da: Soraga
A: Soraga
Km (16) 1014
Posti: Le Cune (2200 mslm) – Ronchi, Moena
Notte: Mugogn (Soraga)
Temperatura: min 18 max 25
Meteo: Nubi sparse
Note:

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