Un giorno di difficile acclimatamento

Da: Aereo per Bangkok
A: Bangkok
Km parziali: 0 (in auto in Thailandia)
Km totali: 0
Posti: Grande Palazzo, Wat Pho, Wat Arun
Notte: Hotel de Bangkok
Temperatura: min 13 max 28
Meteo: Sereno
Note: Condizioni fisiche sempre peggiori per Gaia e Yobby

Il fuso orario assassino, una notte trascorsa con infinite ore di sonno e soprattutto una oculatissima scelta geniale degli orari dei voli, fanno atterrare i 4 viaggiatori in condizioni pressoché pietose, ancora peggio delle solite che già sono decisamente critiche.

Incredibilmente i bombardati cerebrali riescono a sbarcare, superare tutti i controlli doganali, espletare le funzioni corporee che apparivano ormai in letargo e recuperare quasi tutti i bagagli.

Sotto erronea indicazione iniziale, Tomma va alla ricerca del passeggino nei bagagli oversize: non trovandolo si fa cogliere da embolo cerebrale immediato e con gli occhi iniettati di sangue cerca di farsi giustizia contro tutti i malaugurati operatori aeroportuali che gli capitano sotto mano. Nel mentre, Gaia si palesa davanti allo squilibrato con l’oggetto in questione con immensa soddisfazione…

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Ricompattato gruppo, bagaglio e neuroni, si può andare alla volta del treno che dall’aeroporto porterà fino all’albergo a Bangkok. La lingua totalmente sconosciuta non aiuta di certo un poliglotta fallit come Tomma…

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Nonostante l’inutilità di Tomma, si sale stipati e inneggianti al signore sul treno che in circa 30 minuti porta vicino all’albergo.

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Finalmente, dopo un viaggio vagamente impegnativo, ci si può abbandonare a morte nella propria stanza.

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Il mattino però ha l’oro in bocca… e soprattutto la colazione è ancora servita e Yobby, Tomma e Davide non si fanno chiedere 2 volte di ingozzarsi come grizzly incazzati appena destati dopo il letargo. Daddy e Yobby si danno alla colazione dei campioni…

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Gaia invece è rimasta in stanza svenendo letteralmentein letto con la speranza di recuperare un po’ di ore di sonno. Ma Tomma è implacabile: la giornata va sfruttata come da programma!

Si parte quindi decidendo di prendere un taxi per comodità, assaggiando così per la prima volta l’anima paracule di Bangkok. Dopo decine di minuti passati a contrattare ed insultarsi, Tomma si permette anche di spiegare quali strade prendere al malcapitato taxista, che alla fine porta i 4 morti di sonno al Grande Palazzo.

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L’inizio divacanza Thailandese inizia un po’ sottotono, molto sottotono a dire la verità: Tomma, invece di mostrare il proprio potenziale, sfrutta ignobilmente le trovate altrui.

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Il caldo non è eccessivo, ma comunque la temperatura non proprio primaverile e la stanchezza cosmica colpiscono tutti i componenti del gruppo vacanze, a partire da Tomma che nel mentre si mette a fotografare tutte le onnipresenti partecipazioni alla morte del re, mostrando tra l’altro dolore e costrizione per il trapasso reale.

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Si fa ora di pranzo (… o colazione, in base al fuso orario italiano!) e ci si infila sagacemente nel primo ristorante bettola incrociato dove, contro tutti i sacri postulati assoluti del viaggiatore, Tomma e Yobby decidono di polverizzarsi l’apparato digerente con un bel bibitone ghiacciato prodotto con ghiaccio di dubbia provenienza e frutta completamente sconosciuta.

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Apparentemente tutti ancora sani, si esce dal ristorante e si ricomincia il tour di Bangkok, raggiungendo questa volta, il modestissimo budda dorato del Wat Pho, dalle dimensioni decisamente simili a quelle di Daitarn III.

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Totalmente disinteressato da cotanta arte buddista, Daddy si impegna nella alimentazione degli squali del posto!

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Tomma intanto ritrova un piccolo bagliore di stupidità, ancora davvero troppo poco per dare lustro al primo giorno in terra Thailandese.

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Come un segugio che sente la propria preda, Daddy riesce a trovare in un meandro davvero inaccessibile alcuni giochi per bambini e ne approfitta immediatamente.

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La stanchezza continua a sommarsi con quella precedente e si cominciano intravvedere vaghissime differenze di vitalità.

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Il momento del tramonto si avvicina e Tomma, imperterrito conduce (più che altro trascina) il resto della famiglia in un bar sul fiume, ideale punto fotografico. Si sfrutta così l’occasione per un secondo attentato al proprio stomaco e intestino, ingurgitando poderose ingollate di un altro bibitone completamente ibernato.

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Il tramonto sul fiume comunque merita… il maledetto Wat Arun un po’ meno. Dalla foto si può tranquillamente evincere e sentire, come il mare nelle conchiglie, le indescrivibili bestemmie di Tomma.

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La stanchezza del gruppo aumenta in modo esponenziale e anche un maledetto bastardo programmatore intransigente come Tomma deve cedere e programma un rientro in battello più ferrovia sopraelevata, per evitare così nuove discussioni sui taxi. La ricerca del molo di attracco prevede altresì un giro in un merdaviglioso quartiere locale.

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Il tragitto verso casa viene immediatamente disilluso dai maledetti gestori dei battelli, che non si fermano neppure a caricare persone perché già troppo cariche di maledetto cargo umano. Non resta che contemplare i dintorni con l’ultima luce del giorno…

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… ed importunare poveri malcapitati monaci.

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A questo punto Tomma si deve piegare all’utilizzo del taxi, causando una nuova odissea del fastidio: il primo taxista finge di non capire la destinazione e di essere colto da improvvisa diarrea pur di non portare un Tomma sempre più imbestialito. Il secondo taxista invece si prodiga in una contrattazione sul prezzo finale che rende felice Tomma come nel momento in cui Roberto Baggio spara il proprio rigore nell’iperspazio nella finale mondiale del 1994. Raggiunto un accordo, si sale in macchina. Davide, Yobby e Gaia ovviamente si fingono morte (tattica tra l’altro imparata proprio da Tomma) mentre Tomma viene ripetutamente attaccato da discorsi aberranti del tassista in preda a delirio: Italia, Juventus, mafia, mandolino, Bologna, Morandi, Francesco Berlusconi e bunga bunga… fino a sfociare in molestie fisiche di vario tipo. Evitando di farsi detonare per il bene dei restanti occupanti della macchina, Tomma sopporta e si arriva all’albergo dove, ad un più attento sguardo rispetto al mattino, si scorge con stupore un albero di Natale nel paese del buddismo.

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Non resta che sbrigarsi per non cedere al jet lag e cenare in albergo: finalmete ci si può dare all’alcol.

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La scelta da menu portano diverse conclusioni personali: mentre Gaia e Daddy restano piuttosto sul classico…

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… Yobby invece decide di vincere il premio fantasia…

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… mentre Tomma l’ignaro prende un piatto dall’apparente aspetto sano e tranquillo.

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Salvo poi rivelarsi il piatto più piccante della storia di tutto il sud est asiatico da quando ancora a risiko veniva appellato Siam.

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La cena finisce così con Daddy, Gaia e Yobby che tornano velocemente in stanza per recuperare un po’ di sonno e Tomma che fugge dall’hotel in preda a sofferenze inaudite alla ricerca di un rimedio per placare le fiamme che partono dallo stomaco ed escono dalla bocca.

Pare che del soggetto non si abbiano più tracce in serata, facendo partire scommesse illecite sul destino del povero demente…

A. morto definitivamente per autocombustione

B. sequestrato e torturato dal giro di prostitute e trans locali

C. privato dei reni ed abbandonato in un vicolo

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