Le aringhe e la neve a Djupavik

Da: Osar
A: Djúpavík
Km parziali: 313
Km totali: 3326
Posti: Penisola Vatnsnes
Costa dello Strandir
Djúpavík
Notte: Djúpavík Hotel
Temperatura: 4 – 10
Meteo: Variabile
Note: Islandesi felici per la prima neve

La sveglia ad Osar ha un suono tutto particolare: sono infatti le pecore a dare il buongiorno. Senza neanche dirlo, Yobby balza giù dal letto più felice che mai. Tomma invece, alla pecora preferisce tonnellate di miele per avere l’energia giusta.

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La colazione è inoltre annaffiata da un caffè-latte bomba, addizionato di tonnellate di panna liquida. Difficile dire quanto Tomma e Yobby potranno sopravvivere al beverono ingollato.

Una volta usciti dall’ostello Yobby, invece di salire in macchina, parte correndo come una totale decerebrata verso i suoi teneri amici che le hanno annunciato la nuova giornata.

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Dopo tanto rincorrere, una volta percorsa la distanza di un’intera maratona, una delle pecore alza bandiera bianca e si fa immortalare dalla pazza scatenata alle sue calcagna.

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Prima di abbandonare la penisola di Vatnsnes, le due bambine del gruppo si impongono per cercare di andare ad avvistare ancora una volta la simpatica bestia. Mentre Yobby per cercare le foche, utilizza il teleobiettivo depredato malmenando il povero Tomma…

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… Gaia dal canto suo scaglia in mare un piccolo bambino islandese per accaparrarsi un binocolo.

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Alla fine tanta fatica (e soprattutto violenza gratuita) viene premiata.

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Abbandonato a se stesso, a Tomma non resta altro di fare un po’ di esercizio fisico: dal percorso di guerra, cercando di recuperare l’anno di militare saltato

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ad un allenamento specifico per partecipare ai prossimi Highlands game.

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Il tronco scagliato, finirà naturalmente sulla pelata dell’incapace lanciatore.

Yobby nel frattempo trova ancora un luogo a lei davvero congeniale, per sentirsi al centro a soprattutto ancora una volta vicina alle pecore.

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Lungo la strada si incontra un supermercato. Tomma in realtà vorrebbe arrivare a destinazione il più velocemente possibile, ma viene costretto ancore una volta a cambiare i propri piani: Gaia e Yobby sbavano troppo al pensiero di acquistare di nuovo il meraviglioso pesce essiccato. Per fortuna il povero guidatore viene rabbonito con ettolitri di caffè servito gratuitamente… di cui ovviamente se ne fa incetta.

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L’ora del pranzo giunge anche oggi e dato il clima particolarmente favorevole (6°C e vento orrendo), si opta per una bella panchina con vista fiordo. Un bel wurstellone crudo è proprio quello che ci vuole per una affamata Yobby… e soprattutto per dare il colpo di grazia al proprio apparato digerente.

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Dopo un pranzo tutto da opinare, si ricomincia lo sterrato, ormai una consuetudine per oggi.

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Il tempo nel frattempo continua a cambiare ogni 100 metri, talvolta facendo intravvedere scorci di sole con arcobaleno incluso nel prezzo.

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Nella costa dello Strandir, una delle zone dimenticate dal signore e più isolate di Islanda e forse di tutto il mondo, si trovano a fatica tracce di civiltà, ma in compenso di riesce a godere di una bella coda!

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Infine a metà pomeriggio si giunge a Djupavik, avamposto umano sul mare di Groenlandia prima del nulla più totale. Tale centro metropolitano consta di: hotel prescelto per la notte, nave arrugginita piaggiata, fabbrica di aringhe abbandonata dagli anni ’50 e cascata retrostante.

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Mentre Gaia resta spaparanzata nella stanza del fighissimo albergo

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Tomma e Yobby vanno a caccia fotografica, viste le grandi occasioni del posto. La fabbrica abbandonata di aringhe ospita diverse mostre di fotografia, ma ovviamente le parti più appetibili sono quelle chiuse al pubblico… in teoria!!!

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All’uscita della fabbrica si riesce a sfruttare ancora un raggio di sole

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Nonostante ciò, le espressioni che si vedono in giro, incomprensibilmente, non sono delle più felici.

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Tomma, mentre cammina pacificamente vicino al mare, viene nuovamente attaccata dalle maledettissime sterne artiche, probabilmente le stesse del giorno precedente arrivate da Osar percorrendo 300 km di volo.

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L’inizio di una gelida pioggerellina con 5°C decreta la fine della sessione fotografica; in albergo si recupera una Gaia ormai totalmente alienata dalle puntate di Grey’s Anatomy e si ascolta la benedizione della tavola di monsignor Tomassini, che per l’occasione legge la bibbia in 10 lingue diverse.

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Terminata la sacra funzione, si scende nel ristorante del piccolo albergo a fare una cena finalmente come si deve.

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Dopo cena, un gruppo di islandesi imbacuccati fanno capolino alla porta dell’hotel, festeggiando la prima neve dell’anno. Fuori infatti a pochissima altezza sul mare, sta nevicando. Tomma assiste al fenomeno in felpa e frociobatte, battendo nettamente gli islandesi molto più avvezzi a questo clima.

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Ormai il giorno volge al fine e nella stanza dell’albergo restano solamente la proprietaria dell’albergo che insegna a lavorare a maglia ad una ragazza italiano che lavora stagionalmente nell’hotel ed a Tomma, che viene tragicamente coinvolto nella lezione che durerà per tutta la notte…

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