A tutta foca!

Da: Akureyri
A: Osar
Km parziali: 339
Km totali: 3013
Posti: Siglufjörður
Glaumbær
Hvitserkur
Penisola Vatnsnes
Notte: Ostello HI Osar
Temperatura: 5 – 12
Meteo: Variabile
Note:

Appena alzati, Tomma ha una profonda indecisione da risolvere: visto che oggi è domenica, non sa se andare in chiesa a rendere grazie al signore (soprattutto per la quasi catastrofica giornata di ieri) oppure battersene allegramente gli zebedei e correre a fare colazione. Dopo una lunga meditazione, propende per la seconda soluzione.

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Anche oggi la temperatura non è delle più calde, ma sempre meglio del clima della giornata passata, in più ogni tanto fa capolino il sole.

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Tanto per diminuire la propria percentuale di sangue negli zuccheri, in macchina ci si da alle mitiche “Frizzy Frizzy”, ossia caramelle che ti esplodono in bocca, provocando carie inimmaginabili e facendo esplodere via capsule e impianti… nonché farti assumere un’espressione totalmente imbecille.

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A tenere compagnia al trio di mentecatti, si è ormai unito in pianta stabile anche il nuovo amico di Yobby e Gaia, che si dimostrerà di gran lunga il più intelligente del gruppo.

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La prima sosta della giornata a Siglufjörður per Gaia è molto impegnativa: partecipa al campionato del mondo di scacchi…

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… prende parte attivamente ai servizi di assistenza del luogo…

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… sviluppa incredibili doti circensi per diventare la nuova equilibrista di quella mummia di Moira…

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ed infine non tralascia nemmeno un po’ di attività fisica, lesionandosi in modo permanente un arto superiore.

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Il viaggio riprende finche un urlo in dolby surround penetra e lacera entrambi i timpani di Tomma: “Maiale e caprone! Maiale e caprone! Maiale e caprone! Maiale e caprone! Maiale e caprone!”. Così leggermente pressato con un coltello alla gola, il povero driver è costretto a fermarsi in modo che Yobby possa fare la conoscenza di due nuove specie animali dell’isola. Manco in Italia non ci fossero certe bestie…

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Finite le presentazioni, si può tornare a macinare chilometri, fino a che in lontananza non si individua una chiesa dal tetto peloso.

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Mentre Gaia fa salti di gioia per questo posto, Tomma si tiene a debita distanza, per evitare fulmini e saette.

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Arriva anche il momento di pranzare, ovviamente come al solito come dei barboni in macchina, visto che all’aperto la temperatura non è proprio estiva. Dopo giorni e giorni di titubanza, ora finalmente si assaggia il pesce-patatina, ossia un pesce essiccato e venduta in sacchettini a ‘mo di patatine. L’assaggio svela una sorpresa incredibile: il pesce essiccato è commoventemente ottimo e causa una dipendenza acuta ed immediata.

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Dopo la scofanata di snack tipico islandese, Gaia e Yobby affrontano in modo più motivato la visita a Glaumbær, una vecchia fattoria di torba.

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Tomma invece manifesta un’intolleranza all’alimento appena mangiato, che gli provoca scompensi cerebrali, ancora peggiori di quelli manifestati normalmente.

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La dipendenza dal pesce essiccato è tale da doversi fermare al primo supermercato sulla strada e acquistarne un altro sacchetto. Purtroppo per i tre malcapitati, la marca del prodotto pseudo-alimentare è differente da quella squisita mangiata poco prima e ne consegue una totale perdita di tutto l’arco dentale, a causa della consistenza del pesce appena comprato, più simile ad un pneumatico da camion che ad un prodotto commestibile.

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Affrontando l’ormai consuetissimo sterratone islandese, si arriva alla penisola di Vatnsnes ed in particolare ad Osar, dove varie colonie di foche aspettano spiaggiate.

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Nel tentativo senza alcun raziocinio di raggiungere la spiaggia, i tre decerebrati rischiano prima di demolire il fondo della macchina facendo una orribile stradina fatta di massi e macigni, e poi tentano di abbandonare insabbiato per sempre il mezzo a due ruote motrici. Una volta recuperate le poche capacità raziocinanti a disposizione, si torna sulla retta via ed abbandonando la macchina ormai pronta per lo sfasciacarrozze, si scarpina un bel po’ e si riesce a vedere un folto gruppo del simpatico animale.

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Yobby, già appagata dalla grande quantità di foca presente

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va in brodo di giuggiole per la quantità di uccelli presenti.

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Tomma nel frattempo si incammina alla volta dello Hvitserkur, uno scoglio dalla forma particolare e molto grande… in pratica uno scoglione! Sulla strada verso il proprio obiettivo, il malcapitato deve affrontare l’attacco di una moltitudine di maledettissime e violentissime sterne artiche.

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Con un’agilità da gatto di marmo zoppo ed appesantito, riesce comunque a passare quasi indenne e ricambiare a pietrate l’accoglienza cortese a lui riservata. Il grande scoglio, o scoglione, è raggiunto.

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Una pioggerellina giunge ad infrangere i testicoli, così si torna all’ostello di Osar.

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Sgomitando con la moltitudine di altri ospiti presenti, si conquista la cucina e la cena è servita.

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Resta solo il tempo di mangiare con brama il solito ed irrinunciabile skyr ed è ora di svenire a letto…

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