Natale fuori stagione con balena.

Da: Berg
A: Akureyri
Km parziali: 146
Km totali: 2475
Posti: Húsavík
Goðafoss
Jólagarðurinn
Akureyri
Notte: Ostello HI Akureyri
Temperatura: 11 – 16
Meteo: Variabile
Note:

La sveglia questa mattina regala un brio particolare, visto che in previsione questa mattina c’è una gita in barca alla ricerca di bestie varie. La colazione è subito pronta.                     01

Non tutti però affrontano la mattinata con il piglio dei giorni migliori.

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Senza neanche salire in macchina, ecco che già il primo bestiame si mostra, desideroso di zuccherini. Yobby e Gaia prontamente ne riversano una scatola intera da un chilo nei loro stomaci ignari del loro futuro diabete.

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Raggiunta Husavik e prima di salire sulla barca, Gaia mostra le sue intenzioni: avvistare ogni tipo di balena e delfino possibile.

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Anche Yobby rende chiaro il suo obiettivo: conquistare ogni uccello presente nella baia.

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Nonostante il cambio di barca, da una super lusso a vela ad una bagnarola che fa fatica a galleggiare, l’umore è alto alla partenza.

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Si avvistano subito molti puffin da lontano ed anche dei delfini curiosi si fanno gentilmente vedere.

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Una volta però iniziata la rotta verso le balene, qualcuno comincia ad avvertire un tracollo visico, palesando un colorito giallo-verdognolo che anticipa una svomitazzata in mare.

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Le balene non si avvistano ancora e tanto per gradire inizia pure a piovere.

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Ma proprio quando tutto sembra perduto e le bestemmie si sprecano, ecco spuntare dall’acqua una bella quantità di cetacei che salvano la situazione.

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Sulla via del ritorno, si festeggia a paste e cioccolata calda, ingoiati con la solita lungimiranza e savoir faire.

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Dopo l’attracco della barca, vista l’ora non si può far altro che pranzare. Il locale vittima del giorno è una tavola calda che propone zuppa di pesce, con il grande errore di permettere di riempirsi il piatto quante volte si vuole: in men che non si dica le tre latrine senza fondo si spazzolano un tegame intero.

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Avendo divorato praticamente tutto il pesce presente nel mar artico, urge un giretto a piedi per Husavik, che si consuma drammaticamente rivelando tutta l’intelligenza sopraffina di Yobby, Tomma e Gaia. Che che intraprende dialoghi tra simili…

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… e chi si sente davvero bellissima.

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Alla fine si trova anche un nuovo amico a Yobby… e non poteva che essere un bel… “pecoroneeeeee!”

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Il trasferimento in macchina verso Akureyri regala solo una sosta sotto una gradevole pioggerellina rompipalle alla Goðafoss, ossia la cascata degli dei. Ottimo luogo per Tomma per manifestare il proprio disappunto sul tempo.

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Prima di piombare nella seconda città islandese, di fa una piccola deviazione per andare al Jólagarðurinn, ossia il giardino del Natale. Qui il negozio a tema natalizio fa uscire gli occhi fuori dalle orbite alle bambine del gruppo.

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In loco Yobby esplode di gioia alla vista di un’amica renna… prima di accorgersi di un estremo immobilismo dell’animale che in realtà si dimostra imbalsamato.

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Tomma, dal canto suo si rilassa come può…

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… e coglie l’occasione di provare a riconciliarsi con la chiesa.

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Ovviamente il tentativo fallisce ancora prima di cominciare.

Arriva così l’ora della merenda, che nel più perfetto stile di Gaia, Yobby e Tomma, non può che essere il più salutare possibile: due belle mele super candite.

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Gaia rischia subito di perdere tutti gli incisivi, per la gioia del suo dentista.

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Tomma, dal canto suo, dispone di una boccuccia capace di ingoiare un caprone intero ed affronta il problema senza paura e soprattutto ritegno.

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La foto ricordo con abiti del vecchio panzone barbuto nasconde a fatica le reali panze dopo tutto lo zucchero ingurgitato in una volta sola.

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Prima di andare via da questo posto meraviglioso, Tomma individua un ultima attrazione, che non può proprio farsi scappare.

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Dopo aver completato tutte le figure ignobili del caso, si raggiunge Akureyri per fare la spesa ed un piccolo giro in centro dove si fanno incontri solo vagamente inquietanti.

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Nonostante tutto, la città riserva delle attrazioni davvero amorevoli.

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Ormai è sera e domani è in programma un’alzataccia: non resta altro che mangiare con il nuovo componente del viaggio e piombare aletto per svenire dalla stanchezza.

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