Puffin modello e mucche di lusso

Da: Borgarfjörður
A: Reykjahlíð
Km parziali: 283
Km totali: 2089
Posti: Klaustursel
Hervir
Námaskarð
Hverfjall
Dimmuborgir
Bagni Myvatn
Notte: Vogafjós Guesthouse
Temperatura: 12-18
Meteo: Nubi sparse – Coperto
Note:

La notte scorre tranquilla nonostante la totale mancanza di coperte nella camera di ostello… al risveglio nella stanza sono presenti iguana e cammelli, segno che si è esagerato con il riscaldamento della stanza, generando una temperatura equatoriale. Si ingolla una buona dose di cibo come colazione fai da te e si è pronti a partire.

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Si torna subito all’isolotto dove avvistare puffin la sera precedente è stata una fatica disumana. Questa mattina Tomma si ingegna al meglio per avere il massimo risultato con la minima fatica. Il cartello con foto di migliaia di puffin fa al caso del povero cretino…

02Yobby dal suo canto, non può proprio farsi scappare un così goloso uccello che posa come un modello, ottenendo risultati decisamente migliori.

03

04Un ultimo sguardo alla casa più pelosa di Borgarfjörður (abitata probabilmente da un Troll o da un semplice malato di mente…) e si è pronti a macinare un po’ di chilometri!

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La prima tappa è un luogo dove gli amanti delle bestie trovano vero pane per i loro denti: la fattoria di Klaustursel infatti fa letteralmente andare in pappa il cervello di Gaia e soprattutto Yobby.

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Tomma nel frattempo attende in macchina scrollando la testa malinconicamente… mentre dai recinti si fotografa di tutto.

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Arrivando nella zona del Mývatn, la prima sosta è a Hervir, nota per le pozze di fango bollenti.

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Qui purtroppo l’aria si fa pesante ed una puzza di uovo marcio appesta tutto e tutti, rendendo difficoltosa la respirazione di Yobby e Gaia.

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Presto però, è svelato l’arcano e si individua la causa di cotanto olezzo.

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Yobby decide così di impartire un gioco a premi per ravvivare la giornata: indovinare che tipo di pietra ha in mano.

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Gaia, vista l’ora di pranzo avanzata e che non ha ancora mangiato, ipotizza che sia un sasso al sapore di limone; nel mentre cerca disperatamente di addentarla. Tomma, dal canto suo, forte da anni di università con esami sui materiali, relaziona convinto che sia una preistorica pisciata solidificata al supradyn.

Dopo aver pestato a sangue il povero imbecille per la stronzata appena proferita, di prode finalmente a mangiare.

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Il giorno precedente la tattica di mangiare prima di una sfaticata è stata ritenuta talmente brillante che di decide di replicare anche oggi. Così dopo pranzo, si scala il cratere del Hverfjall. C’è chi, per mascherare un attacco cardiaco in corso, si produce in uno scatto che le costerà il collassamento di entrambi i polmoni.

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Recuperata Gaia agonizzante, la si trascina fino in cima.

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La discesa si presenta invece completamente più semplice. Rotolare fino in fondo al parcheggio è davvero un attimo. Poco più avanti Gaia trova dei souvenir consoni (sicuramente tossici) per il nonno.

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Il campo di lava di Dimmuborgir presenta delle stranissime quanto uniche strutture di lava solidificata…

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… che sono prontamente ignorate completamente da Yobby e Tomma che si buttano a capofitto sul caffè. Gaia tenta la sortita per fregare un po’ di caffè alla mamma, ma viene immediatamente fulminata senza pietà.

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Prima del relax più totale serale, si va alla guesthouse che sarà la più costosa e lussuosa del viaggio in Islanda. E’ talmente di lusso che la sala ristorante è in condivisione con la stalla…

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Alla vista delle mucche, non ancora apprezzate appieno in questi giorni, Yobby va in marasma più totale ed abbraccia tutte le mucche ed i vitelli uno ad uno.

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Dopo essere stata allontanata a vangate in testa da Tomma, i tre riescono ad invadere la propria stanza.

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Dopo tanto girare e tanta fatica, si può finalmente riposare i propri stanchissimi arti.

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Il lusso sfrenato di questa giornata non poteva non terminare al ristorante, il primo vero e proprio dallo sbarco in Islanda. La perla della cena è il dolce scelto da Tomma, un “pudding” di una leggerezza degna di una miscela edile per stabilizzare le fondamenta di un palazzo.

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E’ ora di andare a dormire… sperando che anche la stanza non sia in condivisione con le amate mucche di Yobby…

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