Route 66, Babbo Natale e Grande Puffo

Da: Grand Canyon
A: Las Vegas
Km parziali: 499
Km totali: 4986
Posti: Route 66
Santa Claus
Chloride
Hoover Dam
Las Vegas
Notte: Circus Circus
Temperatura: 14°C – 36°C
Meteo: Nubi sparse
Note:

Ore 5.30: dopo una notte passata a benedire qualunque santo per tutta l’acqua che veniva giù, al risveglio la situazione è drammatica: non piove, ma la tenda è coperta di acqua e tutta la piazzola è un’allegra pozza di fango.

Si sbaracca tutto ma questa volta bisogna mettere tutta l’attrezzatura dentro il borsone, in vista della partenza in aereo di sabato mattina. Una delle operazioni più divertenti è quella di sistemare a posto i sacchi a pelo in una custodia grande come mezzo pacchetto di sigarette. Borbottando canti del coro della chiesa, Tomma con l’aiuto di Yobby che ne placa i desideri di scagliare i sacchi a pelo giù dal Gran canyon, riescono nell’impresa.

Anche l’operazione tenda riesce incredibilmente, ma non senza coprirsi di fango. Tomma, in questa occasione, apre il vecchio testamento e ne legge i tratti salienti…

Tutto è pronto in 2 ore con sforzi sovrumani e neanche accorgendosi dei 14 gradi di temperatura esterna. A questo punto, ai tre viene una leggerissima fame…

Pronti e con l’umore alto per aver fatto tutto, si sale sulla fidata Ford Escape e si parte alla volta di Las Vegas, distante quasi 500 km e tappa finale del viaggio con la quale si chiude il cerchio.

N prateria americana, ogni tanto si incrociano delle strade sterrate che puntano verso il nulla più totale, ma che al loro inizio presentano le tipiche cassette della posta, segno che molti riescono a vivere in posti lontani anni luce dalla civiltà, un po’ come nella casa nella Prateria…

Finalmente, dopo tanto viaggiare, si imbocca la strada madre degli Usa ed il divertimento è assicurato!

Gaia, alla vista di Cricchetto, sbarella in modo incondizionato.

E’ proprio sulla Route 66 che ci si sente sempre più partecipanti allo stile di vita americano: sulla strada infatti si consuma il tipico spuntino di metà mattinata del vero duro e puro americano: gli orsetti alla cannella!

I lunghi rettilinei si alternano a stani motel

ed a luoghi in cui si fanno nuove amicizie.

Si scopre così una bellissima usanza locale: la discarica di rumenta a cielo aperto!

Dopo tanto viaggiare, dal sedile posteriore emerge un inquietante borbottio di stomaco, segno che la piccola belva ha fame! C’è poco da fare ma bisogna farlo subito: si corre all’istante a mangiare prima che la situazione precipiti!

Con piacevole stupore, si capita per caso nella tipica tavola calda all’americana. Tomma si cala immediatamente alla perfezione nella parte: tazzona di caffè ustionante da una parte e… boh… pare spremuta di puffo dall’altra.

In seguito Tomma sopravvivrà alla strana bevanda…

Nell’ordinare il cibo si cerca di limitare i danni, ma nulla può evitare di ricevere piatti enormi stracolmi di cibo spacca fegato.

I ciccioni obesi culoni si susseguono nella tavola calda… dando un senso di paura terribile a Yobby e Tomma. Gaia invece scruta il menù per cercare di ordinare qualcosaltro, dichiarando di sentirsi leggera!!

Nel tentativo di raggiungere la macchina, ci sono i primi caduti causa cibo.

Il viaggio, finora programmato con una perfezione chirurgica da Tomma, subisce una paurosa caduta di stile nella prima tappa del pomeriggio: il villaggio di Santa Claus… che ovviamente tutti sanno essere nel deserto in Arizona!

Il luogo fa talmente defecare che le donne non mancano di dimostrare il loro lievissimo disappunto!

Tomma, per niente toccato dalle velate critiche, medita già l’investimento immobiliare definitivo…

La successiva sosta è Chloride, paese tra i più strani ed inquietanti della storia della razza umana,

dove per altro si ha l’occasione di dimostrare ancora una volta il valore del proprio quoziente intellettivo.

La Hoover Dam è invece il segno che si sta rientrando in Nevada.

Dopo la lunga tappa ed in buon anticipo sulla tabella di marcia rigidamente imposta dal capitano della nave, si arriva a Las Vegas. L’albergo previsto per le ultime due notti è il Circus Circus, talmente enorme da perdersi in macchina al proprio interno! Dopo circa 8 ore di pellegrinare in 4 diversi stati del West americano, si conquista la propria stanza. Una tra le 3773 presenti in questo albergo.

Dopo una doccia con sapone e cartavetro per levare tutte le scorie fangose del Grand Canyon, ci si butta a capofitto nella parte più interessante del Circus Circus: l’Adventudrome, un vero e proprio luna park enorme costruito sopra il casinò e sotto una struttura infinita a forma di tendone. Manco a dirlo, che ci sbarella irrefrenabilmente una volta conquistati i biglietti per una delle attrazioni più belle.

L’accurata scelta cade sul “Rim runner”, le montagne russe su acqua.

Prima di salire, una scritta avverte che la corsa è di tipo “wet”… quindi la doccia è assicurata.

Si esce per il giro serale sulla Strip. Visto da fuori. L’albergo è un impressionante insieme enorme di luci che acceca gli occhi!

Sul proprio percorso, si riesce anche a vedere lo spettacolo delle sirene al Teasure Island.

Las Vegas boulevard è un vero e proprio trabocchetto: le distanze sembrano davvero esigue, mentre la dura realtà porta a scarpinare per ben 5 km prima di trovare un locale per mangiare che non sia strapieno di gente o con prezzi orrendi.

Dopo aver ordinato e pagato, viene consegnato uno strano aggeggio di difficile interpretazione.

Tomma ne da una sua personale interpretazione.

Alla fine, forse per sfortuna per la salute di Tomma, Yobby e Gaia, arriva la cena.

Ora che stanchezza e sveglia alle 5.30 cominciano a farsi sentire, non resta altro che farsi largo tra le frotte di persone incredibili che ci sono in giro a Las Vegas per tornare in albergo. Si incontra di tutto: ubriachi barcollanti e già crollati per terra, ragazze semi nude con magliette indicanti lo status di single, improbabili personaggi in giacca e cravatta più simili a papponi che a personaggi di affari, gli immancabili indio-messicani che cercano di darti inviti con donnine di dubbi costumi, Topolino, Homer, Edward mani di forbice, Grande Puffo, i Transformer, Gatto Silvestro, Iron Man, Sponge Bob, Freddy Kruger… e davvero molti altri.

Altri 5 km per tornare in albergo si fanno decisamente sentire…

… quando, finalmente, il pagliaccio dell’albergo dei tre ormai derelitti di avvista all’orizzonte.

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