Cavalcare l’onda (ed ustionarsi, dannazione!)

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Km parziali: 220
Km totali: 4182
Posti: The Wave
Vermilion Cliffs
Notte: The Page Boy Motel
Temperatura: 23°C – 36°C
Meteo: Sereno
Note: Una maglietta tatuata è sempre un bel vedere

Il rosario di Tomma della sera prima ha sortito il miglior effetto possibile: la giornata è bella con qualche nuvola a colorare il cielo, particolarmente fresca, secca e ventilata… condizioni atmosferiche che hanno del miracoloso! L’ideale per affrontare una escursione per cui si è dovuto vincere una mega lotteria statale per l’emissione di soli 10 posti. Vincendo, Tomma si è giocato le botte di culo per i prossimi 80 anni!

Così Gaia, Yobby e Tomma sono in piedi alle 7 e cominciano ad incamerare energie con la colazione super rapida mediante super ingozzamento.

In men che non si dica i tre raggiungono l’inizio di uno sterrato: prontamente si cambia copilota e subentra la navigatrice ufficiale.

Il percorso si fa subito impegnativo, ma la confidenza con il proprio mezzo è ormai cosa assodata, così, anche il guado del fiume è superato senza perdere nemmeno una piccola vita umana.

Al parcheggio della partena del sentiero, si ostenza con orgoglio la macchina più sporca di tutto lo west americano.

Ecco che finalmente si possono utilizzare i pass dal valore davvero incommensurabile, nonostante Tomma cerchi di fare bagarinaggio vendendoli ai passanti a prezzo intorno ai 1000$…

L’itinerario che porta a “the Wave” è classificato da esperti: per la lunghezza del percorso, per la totale mancanza di un sentiero marcato, per la probabilità di avere temperature ben oltre i 40°C e per essere in una zona remotissima.

Prima di cominciare a camminare, è fatto obbligo di compilare un registro, dove si precisa la data di partenza, il numero di componenti del gruppo, si annota la persona da contattare in caso di tragedia, si fa testamento e si può completare il tutto con un breve auto memoriale.

Nonostante tutto ciò, Tomma sembra assolutamente ottimista e Yobby e Gaia mettono ingenuamente le loro vite nelle sue dementi mani.

Con la scusa di dover rimpiazzare le energie spese con  sforzi sovrumani, dopo 20 metri i tre novelli sherpa tibetani si fermano per fagocitare 18 barrette energetiche a testa.

Con l’aiuto del santo gps, nessun componente viene disperso durante il lungo tragitto di andata

ed il paesaggio si fa sempre di più interessante.

Con un clima fresco si arriva finalmente in cima, dove un’ultima insidia attende Yobby e Gaia, che la superano senza perire annegate.

Finalmente ci si può sentire in uno sfondo di windows 7!

Mentre Tomma e Yobby si fratturano tutte le caviglie per girare il posto così incredibile, Gaia fa subito amicizia con gli abitanti locali.

Il pranzo è a base di tonno al naturale e mais, roba da intristire il più feroce dei dietologi, ma probabilmente nessuno dei tre morirà di stenti e privazioni, data la quantità di alimenti incamerati nei giorni precedenti!

Arriva il momento di tornare indietro dall’onda così divertente e l’insidia è ancora lì ad aspettare che la prima rimba ci vada a finire dentro… cosa che regolarmente accade, con lo sghignazzamento di Yobby e Tomma.

Per accelerare i tempi, la prima parte della discesa è intrapresa mediante scivolata con le chiappe che inevitabilmente sono dilaniate dai numerosi cactus presenti.

Tomma invece, decide di usare le chiappe in modo più creativo e costruttivo.

Alzando lo sguardo, si decide immediatamente di accelerare di non poco il passo: all’orizzonte sta avanzando una bella nuvola nera, carica di tuoni e fulmini.

Nonostante il caldo davvero non eccessivo, il sole e la stanchezza cominciano a farsi sentire, accentuando leggermente la sensazione di sete…

Tomma conduce la carovana in discesa, seguendo orme, annusando l’aria e pure scodinzolando felice quando gli viene lanciato un bastone. Tomma, Yobby e Gaia tornano così alla macchina, ostentando una abbronzatura figlia di una piccolissima sottovalutazione del sole di oggi.

Il rientro in macchina è un nuovo entusiasmante sterrato che porta fino alle Vermilion Cliffs.

Alla fine dello sterrato, si trova il pulmino della scuola locale, i cui studenti sono probabilmente tutti già morti di vecchiaia.

La macchina ora è un cumulo di fango orrendo che si inserisce sull’asfalto e torna alla civiltà. Sulla strada del ritorno, prima di correre a comprare la cena al solito supermercato per ciccioni obesi americani, si fanno ancora due veloci soste.

Nella prima, Yobby riesce ad acquistare la casa negli Usa dei suoi sogni.

Nella seconda ci si ferma a vedere il ponte Navajo sul Colorado, mentre ormai le tonnellate di sabbia con la quale il vento ha ricoperto qualunque parte del corpo e le ustioni sulle parti esposte al sole stanno dilaniando tutti e tre.

Al ritorno in motel, Tomma e Gaia non ci pensano un attimo a buttarsi in piscina. Così in acqua viene avvistato un sirenetto dai marcati colori che immediatamente è pescato e venduto a trance al mercato locale.

La cena è ormai servita sul tavolo in giardino e lo sbrano è così forte da annebbiare la vista della più affamata del trio allerta e pieno di brio.

La serata scorre così in motel a riordinare l’immane casino presente in stanza: domani si dovrà affrontare la penultima tappa in macchina del viaggio: il Grand Canyon.

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