Mai sottovalutare il bel tempo…

Da: San Francisco
A: San Francisco
Km parziali: 0
Km totali: 90
Posti: San Francisco
Notte: San Francisco
Temperatura: 18°C – 27°C
Meteo: Sereno
Note: Alimentazione a rotoli

Ancora una volta il suono della sveglia risulta completamente inutile: Tomma, Yobby e Gaia sono già svegli, pimpanti e soprattutto pronti ad una ciclopica colazione! Si esce così abbastanza presto ed ovviamente si raggiunge il Caffè Trieste, ormai vera istituzione e tappa giornaliera irrinunciabile! Manco a dirlo, ci si ammazza di mega brioches e supercappuccini…

Il tempo è decisamente bello e dopo la colazione consumata con estrema calma, ci si avventura alla scalata della Coit Tower, la torre che sovrasta una delle colline della città. Durante la salita, c’è chi si trova a casa…

… e chi invece decide di godersi a proprio modo il panorama dall’alto.

Si arriva alla Coit Tower ed i 3 decidono di salire fino in cima, pregustando già le foto panoramiche che si potranno fare… finchè non si raggiunge la cima e spessi vetri sporchi rovinano i piani di Yobby e Tomma. 16$ buttati nel cesso! L’unica foto possibile senza vetri sucidi è girando in su!!

Dopo la delusione della torre, cartina alla mano si decide il piano di battaglia del resto della giornata. La prossima tappa sarà Lombard Street, vista dal basso e soprattutto a piedi. La discesa dalla collina della Coit Tower è già sufficientemente spezza ginocchia, ma la successiva salita sembra la rampa di lancio dello Shuttle. Data l’alimentazione sana e perfettamente equilibrata, le scorte di zuccheri e grassi non mancano di certo e si raggiunge la strada che solo un malato di mente poteva progettare…

E dopo la salita, c’è sempre una discesa. Si rotola a valle, schivando di tanto in tanto le cable car

Arrivati in Ghirardelli Square, per caso si guarda incuriositi uno dei tanti negozi di articoli cinesi, gadget turistici in utilissimi e attrezzature fotografiche tutti uno accanto all’altro. Immediatamente arriva il venditore di turno che inizia a parlare per intortare i 3 avventori delle vetrine. Si rivolge ovviamente alla persona più vicina a lui ed è Gaia che immediatamente finge di essere sordomuta. Allora il venditore si rivolge alla seconda persona a lui più vicino, ossia Yobby che si butta per terra in preda alle convulsioni da lingua inglese. Sconsolato per l’ignobile scena, interviene Tomma, che con abile mossa, evita che il sapiente ed infingardo venditore, appioppi a Gaia (l’unica senza fotocamera al collo) una modestissima D800E.

Dopo cotanta fatica, Tomma vorrebbe come ricompensa una tavoletta di cioccolato dalla vicina fabbrica.

Purtroppo il meritato premio gli viene negato, in nome di un evitato rischio di cattiva alimentazione. In compenso, Yobby e Gaia fanno la spesa per dei fondamentali articoli per l’imminente campeggio.

Prima di andare a mangiare, si studiano intelligentissimi acquisti per entrare in ottica Far West.

I barboni a San Francisco sono davvero tanti e molti si sono abituati a dare sfoggio della propria creatività per tirare a campare: c’è chi suona uno strumento, che chi suona dei secchi e delle lattine vuoti a mo’ di batteria, chi dipinge chi produce braccialetti con il fil di ferro e chi invece semplicemente chiede dei soldi in cambio di niente. Ma il più fantastico di tutti si è rivelato un perfetto genio che, seduto sul marciapiede, si copre con alcuni rami verdi, riuscendo a celarsi ai passanti. Al momento buono, apre i rami e spaventa chi gli passa vicino. Molte persone sono morte sul colpo, ma i sopravvissuti hanno tutti gradito foraggiando il clamoroso mentecatto.

E’ l’ora del pranzo ed il brontolio del pancino di Gaia si fa sentire! Questa volta si opta per l’hot dog, alimento consigliato dai migliori nutrizionisti mondiali per completare la propria scalata verso lo spappolamento del fegato.

Doppia razione per la piccola creatura che divora tutto in tempo record.

Oggi non si scoprono nuove bestie americane e quindi ci si accontenta di risalutare i puzzoni leoni marini.

E’ proprio in questo momento che, ridendo e scherzando, si si accorge della tragedia in atto: quando c’è il sole picchia duro, nonostante la temperatura gradevolissima. Yobby e Gaia sembrano neanche essersi accorte della giornata soleggiata, mentre la testa di Tomma si trasforma in un tondo tizzone ardente color rosso rubino.

La frittata è fatta, ma se cerca di limitare i danni, tornando in stanza e pucciando la testa in una vasca di crema solare.

Il resto del pomeriggio viene passato tra Chinatown, Union Square ed il quartiere finanziario,

arrivando sul mare.

La speranza sarebbe quella di mangiare al Ferry Building, ma purtroppo qualche minchione ha deciso che l’orario per chiudere un edificio intero di succulenti ristoranti è le 18.00. Monsignor Tomassini benedice al meglio l’autore di questa decisione.

Spiazzati, tristi ed affamati, i tre si aggirano per le strade dell’embarcadero, ed alla fine un simbolo di nordica reminescenza compare.

Per non rovinare la perfetta linea, si bissa la scelta alimentare della mattina. Questa volta però il nome dell’hot dog è “Quarter pound big bite”… un nome un programma. Conquistato il prezioso accumulo di trigliceridi, si passa alla fondamentale personalizzazione del prodotto.

E così il rotolino amoroso dudu dadada di carne suina viene sommerso da cubetti di pomodoro e verdura piccante e salsa chili. Il tutto viene saldato con uno strato superiore di formaggio fuso, che raffreddandosi fungerà da mastice per tenere il tutto insieme. Qualcuno mangia con vero gusto.

Così la giornata volge al termine e finalmente si conquista il riposo necessario per affrontare la prima tappa on the road del viaggio Usa di domani. Sempre se si riuscirà a sopravvivere alla digestione degli hot dog. Ma lo si scoprirà solamente domani mattina.

E mentre c’è chi piomba a letto dal sonno, che qualche altro rimbambito che ha ancora la voglia per farsi un ultimo giro in notturna a San Francisco.

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