La scalata del ritorno

Da: Canazei
A: Genova
Km parziali: 597
Km totali: 1795
Posti: Passo Costalunga (1752)
Lago Carezza
Passo dello Stelvio (2757)
Passo del Foscagno (2291)
Livigno
Forcola di Livigno (2315)
Passo Bernina (2330)
Passo Maloja (1815)
Tempo: Sereno
Note: Dura la vita al sole

Oggi è l’ultimo giorno di preparazione fisica in alta montagna. Dopo aver affrontato, freddo, gelo, vento, nubifragio, neve, grandine, orde di insetti, scarpe impermeabili trasformate in acquari per pediluvi e bidoni della spazzatura malvagiamente inaccessibili, è arrivato il momento di chiudere nel migliore dei modi, dando fondo alle proprie energie per scalare la tappa più difficile della settimana.

La colazione diventa ancora di più un momento importantissimo per fare scorta di energie per affrontare le fatiche odierne: così, oltre al solito bidone di yogurt sommerso da una tonnellata di muesli, si decide di dare fondo alle restanti scorte alimentari, spazzolando tutto… dal wurstel e crauti avanzati la sera prima al puzzone fasciato nello speck residuo, pucciati sapientemente in una vasca oceanica di latte e nesquik.

Carichi al punto giusto ma con la tristezza nel cuore, Tomma e Yobby abbandonano quella che è stata la loro base per una settimana.

Si arriva al passo Costalunga in un attimo ma in piena digestione.

Si coglie così l’occasione di fare qualche passo sul lago Carezza

ma la pigrizia ha presto la meglio sugli appesantiti fotografi.

La giornata è ancora lunghissima e si deve anche far fronte ad un caldo infernale anche sui passi alpini. Si riparte e con buon ritmo ci si dirige verso lo Stelvio, aiutandosi aumentando la propria percentuale di caffeina nel sangue.

Finalmente è il momento di affrontare i 48 tornanti in salita dello  Stelvio

La vetta è conquistata!

Il paesaggio è meraviglioso, il sole caldo invita a godersi il panorama e la vista degli sciatori che arrivano fino alle moto parcheggiate, ma per Tomma e Yobby arriva presto il momento di godere del vero motivo per cui hanno scalato il secondo passo alpino più alto di europa: il krukkissimo panino dello Stelvio!

Sbavando per il pane nero, la mega salsiccia, i succulenti crauti e l’opulenta senape, ci sio mette immediatamente in coda

e finalmente si conquista il meritatissimo premio di tutta una settimana di preparazione fisica!

Con la gioia nel cuore (ed il super panino nello stomaco) si può ripartire per la seconda tappa fondamentale della giornata: divorando così in poco tempo altri 36 tornanti per scendere dallo Stelvio ed il passo del Foscagno, si arriva a Livigno, dove c’è un caldo orrendo. In men che non si dica, un nuovo obiettivo viene incastrato nella borsa con grande soddisfazione…

Si risale in moto per affrontare il momento più commovente di tutti i sette giorni: il pieno di benzina a Livigno.

In pochi chilometri si arriva alla forcola di Livigno e si supera con  abilissima mossa in impennata la dogana italiana.

L’ingresso in Svizzera non è altrettanto veloce, palesando ancora una volta di più la simpatia dei nostri vicini di confine…

Anche questo scoglio è superato e si può così arrivare al passo Bernina.

Sono quasi le 17 e la strada da fare è ancora tantissima: sono più di 350 i chilometri da fare ed è ora di macinarli come si deve. Ma quando tutto fa sembrare che almeno oggi non ci siano nuovi avvistamenti dell’arca di Noè, ecco che dopo St. Moritz all’orizzonte si materializza una pelosa visione. Nonostante Tomma cerchi di accelerare sopra i 200 km/h, Yobby ordina l’immediata inchiodata per immortalare il bestiario.

Dopo il servizio fotografico animale, si può raggiungere e superare l’ultimo passo di giornata, il Maloja e godere di un insolito metodo per regolamentare il traffico di montagna… il semaforo nel tornante.

Anche questo ostacolo viene superato e non resta altro di rientrare in Italia, mettersi in carena in assetto da battaglia e rientrare a Genova, dichiarando conclusa questa pagina di avvicinamento al viaggio negli Stati Uniti.

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