Una traversata infinita

Queste vacanze di inizio estate regalano una delle reunion più attese degli ultimi tempi, con un hype maggiore ancora più dei Beatles, una associazione a delinquere garanzia di disastri sociopolitici e di demenza ormi senile che regalerà ottime figure ignobili per tutti i 12 giorni di questa avventura in terra corsa.

I Tomassini si riuniscono ai Panetta. La paura.

La partenza con sveglia alle 4 del mattino non giova di certo alle espressioni vuote i concetti, ma si affronta con insensato ottimismo la foto di rito della partenza.

Riuniti al casello di Savona, il convoglio umano raggiunge il porto di Vado proprio al momento giusta: una meritata alba e l’arrivo del traghetto.

Con una espressione a metà tra il gioioso e il cartonato, ci si appresta ad abbordare la nave.

Al segnale dell’ufficiale di porto, si scatena l’inferno! L’invasione della nave è completata, con le povere amate macchine compattate miseramente una sopra l’altra.

La corsa fantozziana per accaparrarsi un posto comodi sul traghetto è una gloriosa cavalcata di valchirie e cavalieri della tavola rotonda durante la quale viene calpestato qualunque diritto umano, percuotendo con gioia, vecchi, bambini e portatori di handicap.

Ancora sporchi di sangue su gomiti e ginocchia, alle 7.15 la bagnarola parte… alla volta di Nizza. Già perchè i nostri braccini corti, presi dall’euforia del risparmio, per l’andata hanno acquistato i biglietti per la tratta Savona – Nizza – Bastia… praticamente l’autobus dell’AMT del mar Tirreno.

I 5 gradi Celsius registrati nel salone intelligentemente scelto dai geniali viaggiatori congelano le poche forze del gruppo vacanze, annientando ogni desiderio di vivere.

Il traghetto sembra spinto da una propulsione a scoregge di bradipo: con un tempo che pare davvero interminabile, da Savona si raggiungono le scogliere di Malpasso.

All’interno della traghetto intanto, l’euforia regna sovrana. Ale si trasforma in una versione mummificata di Ray Charles.

Lasciandosi trascinare dalle onde, si avvista finalmente casa dei nonni e degli zii di Sanremo…

… che individuano con chiarezza i parenti nel viaggio della speranza, utilizzando potentissimi telescopi.

Passano le ore e piano piano qualche pessimo elemento del gruppo comincia a prendere vita ed iniziativa…

… indirizzando chiaramente il proprio interesse sulla piscina di bordo, una amenità vista in funzione soltanto ogni 32 giugno di anno bisestile dispari.

Ed invece, come per miracolo, uno strano liquido appare nella tinozza della lentissima bagnarola.

E così, forse anche riempita da liquidi delle acque nere di sentina non ancora trattate, addì 21 giugno 2026 accade il miracolo della piscina a bordo.

La gioia alle stelle fa dimenticare gli anni passati in navigazione: in quello che sembra l’anno spaziale 2149 di raggiunge Montacarlo, segno che Nizza è quasi raggiunta.

Davi e Simo sembrano non risentire del lungo viaggio: dopo il miracoloso bagno riescono a scassinare l’air hockey della sala giochi, impossessandosi del gioco per un’ora buona investendo pochi centesimi, tra l’altro rubati.

“Ignoranti, cosa ne volete sapere voi di letture appassionanti di libri che ti fanno provare sensazioni uniche”.

Finalmente Nizza è raggiunta. Non si sa bene dopo quanti giorni, ma è raggiunta per ora di pranzo. Il gruppo ne approfitta per cambiare posto prima della salita dell’orda francese di vacanzieri e conquistarne uno che non assomigli ad una cella frigorifera per conservare cadaveri.

Si pranza e si riparte da Nizza e l’allegra coppia un po’ di mascalzoni ed un po’ di serial killer, si fa largo tra bambini francesi monopolizzando un’altra volta la piscina.

Il viaggio diventa se possibile ancora più appassionante: in mezzo al mar Tirreno e senza elementi per orientarsi, la velocità patetica del bidone galleggiante sembra fermare il tempo e farlo tornare indietro. I Panetta ne risentono gravemente.

Intanto, superati nell’ordine da un pedalò condotto da bambini delle elementari, dalla zattera di Cast Away guidata da WIlson e un gruppo di vecchiette in acqua per un corso di acquagym, incredibilmente colti da miraggi si avvista la Corsica.

Alle 20.15 si arriva in terra Corsa e bisogna lasciare la nave. Bisogna raggiungere il deck dove si aveva lasciato le auto e tutti sono convinti che il deck sia il numero 5. Tomma, ponendo il dubbio che in realtà sia il 3, viene tacciato dal gruppo di ignoranza e di eresia e condannato a morte per inettitudine da tutto il resto del gruppo. Ovviamente, il deck non era il 5 mail 3… ma Tomma sicuramente non sarà molto vendicativo per questa incomprensione.

Si scende dal traghetto e con una cavalcata entusiasmante si raggiunge in pochissimi minuti il campeggio San Damiano, prima destinazione dell’isola.

Il bungalow di Tomassini è così conquistato.

Felici per aver raggiunto il campeggio ed essere sopravvissuti ad una traversata senza tempo, si passeggia gioiosi per il campeggio che si dimostra una città di medie dimensioni per raggiungere la postazione dei Panetta.

Ormai campeggiatori da competizione, i Panetta palesano fieri la propria postazione.

Il gruppo si riunisco così per mangiare, con facce vagamente incartapecorite.

La giornata volge dunque al fine con la pancia piena, risvegliando l’allegria nascosta con qualche ettolitro di super alcolici.

Da:Genova
A:Bastia
Km parziali:58
Km totali:58
Posti:La maledetta nave
Notte:Campeggio San Damiano
Temperatura:min 26 max 33
Meteo:Sereno
Note:

 

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