Meglio tardi che mai!

Da: Oslo
A: Bodø
Km parziali: 4
Km totali: 4
Posti: Oslo
Notte: Ostello di Bodø
Temperatura: -1 – 5
Meteo: Nuvolo, neve
Note:

Come ampiamente previsto la pseudo notte passata per terra in aeroporto non si dimostra un vero e proprio idillio di rilassatezza. Dopo essere andati a “letto” alle 2, dopo poco più di un’ora i poveri disperati si mettono già in coda dagli uffici della Norwegian, cercando di limitare i danni alla apertura alle 5.30. Anche Davidino cerca di fare la sua parte, non riuscendo a dormire troppo.

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Arrivano le 5.30 d una orda di unni incazzati e violenti assalgono tutti e tutto. A capeggiare la rivolta, trascinati dall’onda dell’odio ci sono Tomma e Franz, che cercano di compiere un genocidio sconsiderato. Per fortuna riesce a prendere iniziativa la Stefy, che riesce a strappare 6 biglietti per le 17.25, nonostante sembrasse non ci fossero più voli fino a Natale 2020. Così, parzialmente soddisfatti, non resta che fare una bella colazione con i ricchi voucher della Norwegian.

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La stanchezza per ora incredibilmente non fa sentire il proprio peso, così si decide di andare a fare un giro per il centro di Oslo, ognuno impegnando un rene per coprire il prezzo del biglietto. Almeno c’è chi gradisce il nuovo mezzo di locomozione!

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Ad Oslo non fa freddissimo ma i passaggi nella neve rendono faticoso il giro, come se già ce ne fosse bisogno.

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A metà mattinata Tomma viene colto da improvviso delirio, individuando come una faina un 7-eleven e raggiungendo l’agognato alimento base del motociclista in Norvegia… il mitico wusterone!!!

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Dopo l’intermezzo della seconda colazione, i protagonisti del viaggio si spengono a poco a poco: Franz e Stefy decidono di battere in ritirata in aeroporto, mentre Davide letteralmente sviene.

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In città restano imperterriti Tomma, Yobby e Gaia, con il preciso obiettivo di trovare del cibo commestibile per il più piccolo del gruppo. La missione si rivela vana, perché a quanto pare in Norvegia i bambini piccoli mangino solo degli intrugli che nemmeno un Troll riuscirebbe ad ingurgitare. A proposito di Troll, Yobby non può dimenticare uno dei suoi amori, fiutando in giro per la città per trovarne i più possibile.

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Soddisfatta per la caccia fotografica, capitan Yobby indica la retta via al proprio gruppo: è ora di tornare in aeroporto per rifocillare il proprio piccolo stomachino.

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Oramai la stanchezza si palesa come vera e propria demolizione fisica quasi nessuno ce la fa più, ma si tiene duro!

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Tomma e Gaia sono gli ultimi ad arrendersi instillandosi nel sangue pesanti dosi di caffeina, che purtroppo oltre a tenere svegli, rimbambisce i pochi neuroni a disposizione. Non si riesce nemmeno più ad identificarsi con il proprio nome.

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Oramai il meraviglioso tempo da passare all’aeroporto di Oslo sta per terminare e per mantenere congruo il proprio livello raggiunto di baronaggio, ci si deve inventare nuovi supporti per il cambio del pannolino.

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Come un miraggio che si mostra nel deserto, ecco finalmente arrivare l’agognato momento di salire sul volo per Bodo.

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Gli assistenti di volo non conoscono il proverbiale stomaco di Tomma e gli forniscono più di una decina di sacchettini di emergenza. Tomma, dal canto suo, raccoglie il guanto della sfida e si promette di riempirli uno ad uno come regalo ricco di amore per i dipendenti della Norwegian che hanno causato la notte all’addiaccio.

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Alla fine il volo decolla per davvero!

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Si arriva quindi a Bodo e si corre al noleggio per prendere le auto e correre a riposarsi all’ostello. Peccato non aver fatto i conti con il maledetto seggiolino auto per bambini senza istruzioni. Dopo una mezzora passata sotto la neve a -1°C a vituperare qualunque tipo di santo, infine compare un salvatore con tanto di aureola della Sixt che risolve il problema, evitando che Davide rimanga lesionato dal montaggio di Tomma e Franz.

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Nel mentre, quel demente di Tomma ne approfitta per recuperare i documenti che aveva intelligentemente abbandonato dentro l’aeroporto…

Così tra una serie di lavori stradali che minano il percorso verso la destinazione finale e la disposizione a dir poco alternativa dell’ostello che rischiano di far passare la notte sottozero a Franz e Tomma, si conquistano le stanze e si cena con una vitalità pari a quella di un ramarro investito da un tir

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Non resta altro che puntare diretti verso il letto, un oggetto che in questi giorni si è dimostrato un vero e proprio desiderio estremo. Solo un povero imbecille, ormai perso di ogni cognizione intellettiva, resta in piedi a fare mezzanotte…

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