Irriducibili!

Da: Árnes
A: Vik
Km parziali: 263
Km totali: 651
Posti: Seljalandsfoss
Skogarfoss
Ghiacciaio Sólheimajökull
Vik
Notte: Guesthouse Vellir
Temperatura: 9 – 14
Meteo: Nuvoloso – Pioggia, vento nebbia
Note:

Come sempre la sveglia è di buon mattino ma questa volta imprigionati come vermoni nei propri sacchi lenzuolo.

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Il primo ostello islandese è bello e ha davvero innumerevoli pregi, ma uno dei pochi difetti che si può riscontrare è avere dei letti più duri della pietra, che costringono Tomma, già con infiniti e irrecuperabili danni fisici, a deambulare piegato come un gancio.

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Alla parola “colazione” però il povero mentecatto si fa subito trovare pronto…

03

Incredibilmente la giornata comincia bene… non che ci sia un sole che spacca le pietre, ma nel cielo ci sono sprazzi di azzurro che fanno ben sperare. I tre raggiungono l’antica fattoria di Keldur pieni di allegria.

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Pregustando sempre di più una giornata che possa volgere al meglio per il meteo, manco a dirlo, inizia a piovere. Colti dallo sconforto, ci si getta sulla caffeina, invocando che la pioggia cessi.

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Naturalmente non smetterà mai più di piovere.

Si arriva alla cascata Seljalandsfoss, cercando di fare di necessità virtù.

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Tomma, in un momento di crollo cerebrale più totale ma deciso a non farsi battere dal meteo, si mette ad usare cavalletto e filtri a lastra che ovviamente, in mezzo secondo diventano inservibili per la pioggia.

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Si risale in macchina per raggiungere la seconda cascata di giornata e, se possibile, il tempo peggiora. Tomma comunque non molla, deciso più che mai a ridurre al corto circuito la propria macchina fotografica.

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Comunque tutte le persone sono rapite dallo spettacolo della natura della Skogarfoss…

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… tutte tranne una che, una volta individuati dei caproni a bordo acqua, di conseguenza non capisce più nulla.

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Ormai bagnati da strizzare, Tomma, Yobby e Gaia si infilano in macchina per fagocitare intero il panino quotidiano.

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Se con le cascate il tempo non è stato cortese, a questo punto i tre puntano ottimisti verso il ghiacciaio Sólheimajökull, quantomeno consapevoli che il tempo non può peggiorare: pioggia, vento e nebbia ormai sono una costante della giornata. I tre, più irriducibili che mai, affrontano la breve camminata per raggiungere la lingua glaciale.

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Dopo una sessione di “trova l’intruso”…

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…finalmente di conquista il ghiaccio islandese!

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Una volta verificato che il ghiaccio è reso scivoloso in modo assurdo dalla pioggia, il grande stratega del gruppo partorisce un’idea geniale.

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Forse è meglio non proseguire a salire ancora di più per poi scivolare come centinaia di metri più sotto. La truppa, nonostante la delusione, comincia a fare ritorno verso la macchina.

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Qualcuno vorrebbe farlo a nuovo nelle limpide e sicuramente calde acque del lago sotto il ghiacciaio…

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Ormai il giro odierno volge quasi alla fine, raggiungendo la spiaggia nera di Vik.

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Dato lo bellezza del panorama che si dovrebbe godere, la nebbia diventa impenetrabile e la pioggia aumenta. Questo però non impedisce di continuare la ricerca dell’uccello tanto desiderato. Questo, ovviamente, è ancora un plagio mentale di Yobby derivato dal museo fallologico di Reykjavik! In ogni caso, eccolo spuntare mentre cerca di mimetizzarsi nell’erba.

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Ormai inzuppati come tre biscotti della colazione immersi voluttuosamente nel latte, risalgono in macchina per puntare con decisione al paese di Vik per rinforzare le riserve della cambusa e cercare di mangiare qualcosa di caldo. All’improvviso, un urlo secco trapana il timpano del povero Tomma che, come al solito, è alla guida del mezzo.

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“Caproni, caproni. Caproooooniiiiii!!!”.

Nonostante lo sbarello più totale di Yobby, si riesce a raggiungere la meritata cena nella tavola calda del distributore, l’unica con prezzi umani.

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Prima di dichiarare conclusa la giornata, perché non bagnarsi ancora un po’? Tomma, ormai in preda al delirio della sfida contro il meteo, si danna inutilmente per immortalare un paesaggio decente delle scogliere di Vik.

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Ora è davvero tempo per gli irriducibili di andarsi ad asciugare in stanza ed affondare i propri dispiaceri metereologici nello skyr.

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