Un venerdì 17 monumentale

Da: Moab
A: Monument Valley
Km parziali: 339
Km totali: 3554
Posti: Valley of Gods
Muley Point
Gooseneck
Monument Valley
Notte: The View Hotel
Temperatura: 22°C – 43°C
Meteo: Sereno
Note:

Oggi è venerdì 17.  Un giorno considerate per tutti nefasto è arrivato in una delle tappe principali del viaggio negli Usa. Per chi ha trovato nebbia a Cabo Finisterre in Spagna, a Cabo da Roca in Portogallo, alle scogliere di Moher in Irlanda, a Capo Nord in Norvegia tanto da non riconoscere nemmeno i paesaggi, beccato addirittura pioggia nell’aridissimo deserto australiano ad Ayers Rock, potrebbe trasformarsi in un cataclisma meteorologico!

Incuranti di tutto ciò, Tomma, Yobby e Gaia si svegliano di buon ora per smontare la tenda, caricare tutto in macchina e correre dal benzinaio di fiducia per comprare la colazione ed un litro a testa di caffè americano.

Mentre per Tomma c’è una normale ciambella di Homer e Yobby sceglie una brioche senza troppe pretese, la piccola, che deve crescere davvero tanto, decide di cominciare la giornata con un cosiddetto “English muffin”: un panino con frittata, prosciutto e formaggio.

Dopo un ultimo sguardo a Moab, la cittadina che ci ha ospitato per tre notti, si può partire.

Il percorso di questa mattina scorre abbastanza veloce per i primi 200 km, anche se non si può non fermarsi ad apprezzare certi nuovi bolidi parcheggiati qua e la.

Considerato che per ora non si è scatenato nessun elemento naturale sulle loro teste,  i 3 temerari cominciano ad affrontare le molte strade sterrate previste per oggi. La prima è la Valley of Gods, una piccola Monument Valley in miniatura.

Si affrontano tutto questo tratto di sterrato senza praticamente incontrare quasi nessuno, riuscendo a godere a pieno del paesaggio!

Purtroppo, nonostante tutto questo sterrato, con il cambio automatico e l’assenza del classico freno a mano, ribaltare in modo ignorante la Ford Escape risulta davvero impossibile.

Finita la Valley of Gods, ci si diverte come matti sulla Moky Dugway, una simpatica strada che si inerpica su una parete rocciosa alta qualche centinaia di metri. Per i tornanti ricorda un po’ lo Stelvio, solo che qui, molto intelligentemente, hanno deciso di farlo sterrato.

Tutta questa fatica per arrivare a mangiare di corsa per il brontolio dello stomachino assassino di Gaia sul Muley Point, un punto panoramico a strapiombo su qualunque cosa circostante.

Una volta digerita tutta la pappa come ognuno meglio crede, si riconquista l’asfalto, andando a visitare un altro belvedere, dove di impatto sembra di vederci doppio!

Tutte le tappe intermedie sono state bruciate con grande entusiasmo; ora non resta altro che raggiungere la celeberrima Monument Valley. Lo scorcio di strada che scende verso Mittens e Mesa purtroppo non risulta essere un granchè, così Tomma ne approfitta immediatamente…

Alle 15 in punto si riesce ad espugnare la stanza di albergo, probabilmente il più lussuoso dell’intera vacanza.

Senza dormire sugli allori, Tomma, Gaia e Yobby ne approfittano per fare il percorso nella Monument Valley, cosa in realtà prevista per il giorno dopo.

La strada è un anello di circa 27 km, trafficato come la tangenziale di Milano e sterrata, con buchi e asperità degni di una pista da motocross!

Dopo tanto sballottamento, la vescica di Tomma sembra essere stata nuovamente sollecitata…

Il bel giro per la valle sembra catapultare tutti in un film western, con un suv nero con sospensioni leggermente demolite al posto del più classico cavallo. L’impolveramento fino alle mutande però. È lo stesso identico.

Alla fine, soddisfatti, si torna nella stanza di albergo e godere del balcone con vista… che non pare essere così orribile.

Il tramonto si conclude in modo davvero splendido… alla fine senza nemmeno un po’ di nebbia, temporale o tornado di sabbia.

Prima di cena si fa un salto al negozietto dell’albergo per i soliti acquisti nei quali si dimostra la solita innata intelligenza.

Dopo tanta sabbia, chilometri e caldo, ci si può godere la cena al ristorante. Piatto forte della serata è quello di Tomma, che invece di prendere un normalissimo hamburger come Yobby e Gaia, sceglie un piatto Navajo: zuppa di pollo, patate e verdure, accompagnato da una specie di pane sottile di granoturco blu, su cui andava sapientemente spalmato un bello strato di miele.

Finito l’esperimento alimentare con buon successo, si torna in stanza, approfittandone della posizione per provare a fare esperimenti fotografici nel buio più totale.

Ma proprio quando il venerdì 17 sembrava terminare senza incredibili fenomeni atmosferici, ecco spuntare un bel temporale sulla Monument Valley, luogo nel mezzo del deserto.

Per fortuna della salute mentale soprattutto di Tomma e Yobby, troppo tardi per rovinare in qualche modo la giornata!

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