Un venerdì infinito di viaggio

Da: Genova
A: San Francisco
Km parziali: 23
Km totali: 23
Posti: Aeroporti di mezzo mondo
Notte: San Francisco
Temperatura: 15°C (San Francisco)
Meteo: Tempo metereologico
Note:

E’ arrivato il giorno di partire! Dopo mesi che aspetti questo momento, non sembra vero! Come non sembra vera la sveglia che suona alle 4.30 del mattino. In un giorno normale, la reazione standard sarebbe quella di polverizzare immediatamente l’odiato apparecchio causa di tale fastidio… ma oggi è tempo di volare  per andare oltreoceano a dimostrare la propria profonda intelligenza: in men che non si dica si ultimano i preparativi e si raggiunge in macchina il padre di Tomma, sacrificato sull’altare del passaggio per aeroporto.

Si proteggono i bagagli con un profilattico rosso veramente fashion

Si effettua il check in e finalmente ci si può cimentare nella attività preferita del mattino: la colazione!

Il momento di prendere il primo volo della giornata arriva senza neppure accorgersene… e c’è anche il tempo di salutare l’amico Fabrizio, che da perfetto burlone, carica i bagagli a mano dei 3 viaggiatori su un volo per Tirana.

Si sale sul velivolo ad eliche,  tecnologicamente proiettato nel 2012 dal secolo scorso.

Saliti sull’aereo, viene annunciato un ritardo causa tempesta sull’aeroporto di destinazione. A Tomma parte un attacco di arteriosclerosi… ma per fortuna dopo 15 minuti il pilota scende a far partire a mano le eliche in stile Barone Rosso e si parte.

Arrivati a Monaco, intimano ai passeggeri in transito di raggiungere presto il gate, specie per quelli con destinazione Stati Uniti, per cui i controlli sono “particolarmente lunghi”. Ovviamente, i passeggeri in viaggio per gli Stati Uniti sono a dir poco intimoriti da questa informazione!

Una volta usciti dall’aereo, si scatta come indiavolati alla ricerca del gate e dei famigerati controlli in perfetto stile qualifica moto GP. A Monaco in realtà non c’è il tornado annunciato alla partenza, anche se l’asfalto è bagnato e questo potrebbe inficiare il tempo della ricerca della pole position. Ma nulla può fermare Tomma, Yobby e Gaia nella frenetica rincorsa contro il tempo.

Solo inevitabili incidenti di percorso rallentano i 3 dementi…

Scattano immediatamente i controlli passaporti e nel dubbio di essere fermati come terroristi a causa della faccia da dirottatrice libica mostrata nel documento di Yobby, Tomma abilmente finge di viaggiare in solitaria. Nonostante tutto si superano velocemente 2 controlli.

Ed ecco arrivare il famigerata e temutissima ispezione totale globale. CI si immagina già di essere costretti a rimanere nudi come vermi in mezzo all’aeroporto, giustificando la presenza di ogni pelo sul proprio corpo, mentre un altro incaricato della Gestapo di volo è intento a bruciare i bagagli a mano, buttare nel cesso i passaporti e sbriciolare tutta l’attrezzatura fotografica, al fine di cancellare ogni minaccia terroristica.

Il risultato finale è che “l’ispezione” dura un totale di 10 minuti, ma solamente perché Tomma di impegna a sparare cavolate con il controllore che a tutti gli effetti pare minchione allo stesso modo.

E voilà, grazie alla campagna di informazione ricevuta, si è costretti a passare due ore e mezza in un posto dove non c’è un emerito belino per far passare il tempo, ne non un microscopico duty free morto dal sonno. In ogni caso, essendo a Monaco di Baviera, qualcuno trova il modo per passare il tempo e nutrirsi in modo equilibrato.

Dopo essersi un po’ sbavati addosso per la lunga attesa, ci si imbarca per il volo transoceanico. La durata è di 9 ore, ma tutto sommato il tempo scorre abbastanza piacevolmente: si comincia a mangiare

Si beve un litro di beverone simil-caffè

e soprattutto si guardano i film sul proprio schermo… peccato solo che alcune volte il touchscreen non funzioni proprio come si deve!

Per placare la furia di Tomma, le hostess corrono ai ripari corrompendolo con altro cibo, la famosa chicken-pizza!

L’arrivo a New York è colmo di euforia, ma riserva anche tutte le mega menate burocratiche per l’ingresso negli Stati Uniti. La maxi coda di persone che arriva fino in Canada fa venire il secondo attacco di arteriosclerosi di Tomma: bisogna registrare l’ingresso, recuperare i bagagli imbarcati, passare alla dichiarazioni doganali, rimbarcare i bagagli, prendere un treno per cambiare terminale e rifare il check in. I 3 dementi non ce la faranno mai!!

Arrivare alla registrazione è lungo e penoso, ma viene superato velocemente, tanto che Tomma, per accontentare prima possibile il corpulento Navy Seal al controllo, di fa prendere le impronte di entrambe le mani ed anche dei piedi. Ovviamente, anche qui, la dirottatrice libica viene disconosciuta dai compagni di viaggio.

Tutte le altre cose vengono fatte alla velocità della luce ed incredibilmente si arriva in tempo al gate dell’ultimo volo, avendo anche il tempo di una frettolosa messa in piega in aeroporto.

La stanchezza comincia a pesare, ma questo comunque non impedisce di effettuare la prima spesa scempio negli Stati Uniti. E perché non ingozzarsi con tali perle alimentari appena entrati nel terzo aereo?

Il volo definitivo per San Francisco è una delusione mortale: niente film e soprattutto niente cibo… e così non resta che organizzarsi per far passare le ultime 6 ore e mezza!

Tra una dormita e l’altra di sbarca infine nella agognata San Francisco! Qui non c’è più la burocrazia a fermar e Tomma, Yobby e Gaia, ma in compenso hanno pensato bene di mettere  il ritiro bagagli praticamente dall’altra parte della città, dove ad attenderli c’è il tipico criceto da aeroporto americano.

Il primo contatto con la fauna locale non sembra così drammatico!!

Con l’ormai consueto treno ad aria si arriva all’ufficio di noleggio auto… fila tutto liscio se non fosse che al ritiro dell’auto fanno pagare un pieno di benzina (con la loro tariffa!): 198$!  Probabilmente il serbatoio è pieno di oro liquido…

Ecco finalmente la macchina tamarrissima appositamente scelta da Tomma e Yobby

Dieci minuti per familiarizzare con i maledettissimi comandi americani e giusto il tempo di dare una mega pinzata al freno scambiandolo per l’inesistente frizione ed ecco che, in men che non si dica, gli ormai esausti viaggiatori raggiungono la meta finale… l’albergo in città!

Sono le 23 e qualcuno accusa un lievissimo sbrano. Così, non paghi della giornata, si fa una perlustrazione nei dintorni per raccattare un po’ di cibo! Ed essendo a Chinatown, non si poteva che finire ad ordinare in un posto del genere

Per poi mangiare in stanza

Dove Gaia ingurgita alimenti per sopravvivere per circa un mese.

Ormai è mezzanotte ed in Italia sono le 9 del mattino e dopo questo infinito venerdì di viaggio è ora di riposare le stanche membra per essere più freschi che mai l’indomani mattina… freschi come delle rose!!!

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