Un finale con l’amaro in bocca

Da: Manosque
A: Genova
Km parziali: 403
Km totali: 1338
Posti: Riez, Gorges du Verdon, Castellane
Notte: Casa
Temperatura: 26 –  35
Meteo: Sereno
Note: Vomitino in agguato

Le finestre aperte per avere un po’ di aria di notte e dormire umanamente hanno una leggerissima controindicazione: una volta spuntato il sole, la luce sveglia i malcapitati Tomma, Yobby, Gaia e Davide ad orari davvero orribili, rendendoli di fatto degli inespressivi zombie. Meglio risollevarsi con un latte di ottima annata, accompagnato dalla maiala più odiosa della televisione.

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Una colazione sostanziosa è fondamentale per affrontare la lunga giornata di rientro e Davide aiuta Yobby ad una alimentazione forzata senza farsi impietosire dai soffocati lamenti.

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Nonostante le poche ore di sonno, le valigie vengono preparate in men che non si dica, mentre Davide impone le proprie decisioni su abbigliamento da indossare e disposizione dei bagagli.

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Basta poco e si parte!

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La mattinata viene trascorsa a Riez, paese a pochi km da Manosque, dove in giornata si svolge la festa della lavanda e del miele e noto agli zoofili per l’estrema biodiversità locale.

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Capita però talvolta di incontrare anche animali un po’ più “classici”, prontamente torturati da Davidino, il flagello di dio.

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La festa di paese regala anche una allegra sfilata di carri agricoli condotti da persone del luogo con evidenti disfunzioni cerebrali, che però con molta cortesia porgono doni alla folla di gente intorno a loro.

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Mentre Davide racimola lavanda, Tomma viene deriso con il dono di una quantità di miele vagamente patetica, soprattutto se data ad un vero invasato del miele peggio di Yoghi e Bubu.

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Tomma, deluso ed affranto, si chiude in se stesso in un angolino, finchè non capisce che era tutto uno scherzo e che finalmente stava per essergli recapitata la giusta quantità di miele.

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A sfilata terminata, in attesa che venga l’ora di pranzo, si solletica l’appetito con attività fisiche tipiche della zona, come la camminata da uomo ragno sui tronchi d’albero…

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… e un pediluvio rinfrescante nella fontana sacra di paese.

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Finite le svariate figure barbine, si può dare fondo alle proprie derrate alimentari in un area giochi dove stancare a puntino il piccolo attila in previsione del rientro verso Sanremo.

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Si risale in macchina e si cominciano a macinare un po’ di km di quella che sarà una giornata interminabile, passando per le Gorges du Verdon.

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Attraverso le curve delle gole, comincia a farsi sentire il bisogno di assimilare della caffeina per evitare di svenire in curva e precipitare in perfetto stile Wile il coyote! Per ovviare alla mancanza cronica di possibilità di farsi un caffè quantomeno bevibile in terra transalpina, Yobby corre ai ripari, dimostrando una sagacia a lei poco consona, inventandosi un caffè shekerato di emergenza che salva la vita al gruppo.

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A Castellane, alla fine delle Gorges du Verdon, si decide di spezzare il lungo itinerario con una sosta, possibilmente mangiandosi un gelato e dimostrando una particolare lobotomia nel mangiarlo.

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Manco a dirlo, il giro in paese culmina con l’usanza del giorno di farsi un bel bagno nella fontana della piazza principale con la becera tamarria tipica dell’italiano in vacanza.

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Non si hanno più soste in programma e così si raggiungono i parenti a Sanremo giusto in tempo per dare una mano per il raccolto di giornata di frutta e verdura.

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E’ da questo momento che la giornata prende una piega inaspettata e decisamente poco gradita. La cena in compagnia per festeggiare il rientro e vedere la finale degli europei diventa un supplizio per Davide che si trasforma in vomitino…

La situazione tracolla a tal punto da costringere Tomma (a schiaffi sulla pelata) ad abbandonare in lacrime la visione della partita giusto prima dei tempi supplementari. A nulla è valsa l’ignobile scusa di attendere ancora un po’ per evitare code residue in autostrada… ritenuta dagli altri una grandissima minchiata.

Quella che in realtà sembrava a tutti una bambinata senza fondamento logico )e che in realtà era una bieca scusa per veder finire la partita) diventa però una tremenda realtà… trovando coda tra Finale e Genova…

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In un putiferio di mancanze di riguardo verso tutte le religioni espresse dal pilota al volante si arriva a casa all’una di notte… ed ancora la nottata non era decisamente finita…

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